L’Ucraina chiede difese aeree dopo l’attacco a Sumy: 4 morti tra cui una bambina
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Redazione Esteri
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Un nuovo, drammatico raid notturno dell’esercito russo ha colpito la regione di Sumy, nel nord-est dell’Ucraina, seminando morte tra i civili. L’attacco, confermato dalle autorità locali nella giornata del 3 luglio, ha preso di mira la città di Romenska, dove un drone d’attacco si è abbattuto su un condominio provocando un incendio di vaste proporzioni. Il bilancio, secondo quanto riportato dal capo dell’Amministrazione militare regionale, è di quattro vittime: due donne, un uomo anziano e una bambina di meno di due anni, tragicamente deceduta insieme alla madre.
Altre tre persone sono rimaste ferite e stanno ricevendo cure mediche.
Le vittime e il contesto dell’attacco
L’incursione su Sumy si inserisce in una fase di particolare escalation degli attacchi russi contro le città ucraine. A rendere ancora più cupo il quadro è il fatto che il raid sia arrivato a poche ore dal massiccio bombardamento che ha devastato Kiev nella notte tra il primo e il 2 luglio, un attacco definito dalle autorità locali come il più grave dall’inizio dell’invasione su larga scala.
In quella circostanza, l’aviazione russa ha impiegato 74 missili e 496 droni, prendendo di mira la capitale con una violenza inaudita che ha causato la morte di almeno 30 persone e il ferimento di oltre 90. Le operazioni di soccorso nella capitale sono proseguite per ore, con i vigili del fuoco impegnati a rimuovere le macerie di un edificio di nove piani parzialmente crollato nel distretto di Darnytskyi.
La risposta della diplomazia ucraina
Di fronte a questa ondata di violenza, la richiesta di aiuto da parte di Kiev si è fatta più pressante che mai. Il ministro degli Esteri ucraino, Andrii Sybiha, ha lanciato un appello accorato alla comunità internazionale affinché non vengano ulteriormente ritardate le decisioni cruciali per la fornitura di sistemi di difesa aerea. «Non ritardate le decisioni sulla difesa aerea per l’Ucraina! Questa è la nostra principale richiesta ai nostri partner dopo che Kyiv ha subito una notte di orrore», ha scritto su X.
Sybiha ha sottolineato la necessità di azioni concrete, chiedendo decisioni immediate sui sistemi missilistici, sulle sanzioni alla Russia e sul sostegno energetico, ribadendo che i tempi della burocrazia non possono coincidere con quelli della guerra.
Le reazioni internazionali e il fronte diplomatico
La condanna per gli attacchi russi è giunta anche dal segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, che nel corso della sua visita in Ucraina ha fermamente stigmatizzato i raid, ricordando come questi costituiscano una palese violazione del diritto umanitario internazionale. Dal fronte politico-militare, l’ex ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba ha offerto una lettura della situazione, sottolineando come la strategia del Cremlino sembri concentrata sul terrorizzare la popolazione civile.
Secondo Kuleba, la scelta di colpire le città non sarebbe che l’ammissione di un fallimento sul campo di battaglia, laddove le forze russe non riuscirebbero a conseguire gli obiettivi prefissati [citation:not provided in search results]. Nel frattempo, mentre le squadre di soccorso continuano a setacciare le macerie a Kiev e Sumy, la richiesta di Kiev di ottenere sistemi antimissile sempre più efficaci rimane al centro del dibattito diplomatico, in attesa di risposte concrete da parte degli alleati occidentali.




