Crisi di governo in Francia, domani il voto di sfiducia contro Barnier

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Dopo appena due mesi al potere, il governo di Michel Barnier, 73 anni, sembra già giunto al capolinea. Marine Le Pen, leader del Rassemblement National, ha deciso di porre fine all’esperienza del premier, presentando una mozione di sfiducia dopo la scadenza del suo ultimatum. La mozione sarà discussa domani dall'Assemblée Nationale e raccoglierà anche i voti della gauche, ostile come l'estrema destra alla manovra finanziaria 2025. Con l'eventuale caduta del premier, a rischio anche il futuro presidente Macron.

Le misure di risparmio proposte da Barnier, giudicate impopolari, non sono piaciute a nessuno. Il premier ha trattato invano in queste settimane sia con i partiti all'interno della coalizione, di per sé litigiosi, sia con le opposizioni. Inizialmente, il partito di Le Pen e Bardella pareva disposto ad assecondare il primo ministro in cambio di non poche concessioni. Tuttavia, l'Europa cade nel baratro di un Paese solo, e la Francia si trova sull'orlo del baratro politico.

Sono passati meno di sei mesi dal secondo turno delle elezioni legislative francesi. Allora fummo tra i pochi a sostenere che Macron, smentendo i comportamenti presidenziali di suoi più illustri predecessori, si era messo nei guai. Per aver troppo voluto, avrebbe rischiato di non stringere niente, trasformando la seconda parte del suo mandato in una Via Crucis. Siamo arrivati al punto. Emmanuel assediato proverà a resistere. L'Eliseo semina macerie e il macronismo è finito. Dopo di lui, il diluvio. Anzi peggio: il caos è già realtà in Francia. E lui, Emmanuel Macron, assiste come un burattinaio senza rimorso all'inesorabile declino di un Paese sempre più arrabbiato e sgomento. Il secondo mandato del presidente che fu portato in trionfo come il più giovane della storia di Francia e il più promettente per l'Europa sarà per sempre segnato dalle macerie che Macron sta accumulando attorno a sé.

Resta da capire, nel bailamme generale e al netto della mozione, quali saranno le prossime mosse proprio del Rassemblement National.

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