Capodanno stellato: i prezzi del cenone tra chef e ristoranti esclusivi
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Mentre l’anno volge al termine, per molti l’interrogativo principale non riguarda i buoni propositi ma la scelta del luogo in cui accoglierlo, trasformando la cena di San Silvestro in un evento che unisca alta cucina e atmosfera ricercata. Tra le proposte che suscitano maggiore attenzione spicca quella di Casa Vissani, affacciata sul lago di Corbara, dove Gianfranco e Luca Vissani orchestrano un percorso gustativo esclusivo, arricchito – com’è nella tradizione delle grandi occasioni – da uno spettacolo pirotecnico a mezzanotte e da una colonna sonora di intrattenimento dal vivo. L’esperienza, che si annuncia sensoriale a tutto tondo, pone il cenone in una dimensione di puro lusso, la cui cifra economica diviene parte integrante della sua rarità.
Dai laghi del nord alle ville storiche: il mercato dell’esclusività
Non diversamente, al Nord, Villa Crespi consolida la sua fama di meta ambita per la notte di Capodanno, offrendo la cucina stellata di Antonino Cannavacciuolo in una cornice da sogno sul Lago d’Orta. Il prezzo per partecipare a questa celebrazione, come del resto per tutti gli indirizzi selezionati fra i ventitré ristoranti stellati e gourmet più ricercati, rappresenta una barriera d’accesso che ne definisce il carattere elitario; alcuni di questi locali, va sottolineato, hanno già esaurito i posti disponibili, segnale di una domanda vivace nonostante le tariffe elevate.
La forbice dei prezzi: da Cannavacciuolo a Villa d’Este
La gamma delle quotazioni per il cenone di fine anno disegna un panorama molto articolato, dove si passa dai cinquecentocinquanta euro richiesti per la serata a Villa Crespi fino ai millesettecento di una location mitica come Villa d’Este, sul lago di Como. Una differenza che, al di là della firma dello chef o dello scenario, riflette una gerarchia di offerta in cui ogni elemento – dalla selezione dei vini alla complessità delle portate, dall’unicità dell’ambiente alla cura dell’intrattenimento – concorre a determinare il valore finale. Si tratta, in sostanza, di una forma di investimento nel piacere, dove la cena stessa diventa lo spettacolo principale, superando il semplice concetto di pasto.
Oltre il menu: l’esperienza come prodotto
Ciò che emerge dalle proposte analizzate è la trasformazione del cenone in un prodotto olistico, dove il menu, seppur centrale, è solo uno dei tasselli di una più ampia strategia di marketing esperienziale. L’obiettivo dichiarato è quello di creare un ricordo memorabile, fissando nella mente degli ospiti non solo il sapore di una preparazione ma l’emozione di una serata unica. In questo contesto, la cifra richiesta – che per molti appare esorbitante se paragonata a una cena stellata in una serata qualunque – trova la sua giustificazione nella promessa di una festa totalizzante, concepita per chi cerca nella gastronomia il culmine della celebrazione.




