La danza spezzata di Gaia e l’ombra di un incidente senza ritorno

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Redazione Interno Redazione Interno   -   A Tempio Pausania, dove il folklore non è solo tradizione ma linfa vitale, Gaia Costa aveva imparato a ballare prima ancora di camminare. Figlia di due appassionati di balli sardi, la sua vita – breve come un respiro – era intessuta di colori sgargianti, di musiche antiche, di quel sorriso che non temeva la fatica delle esibizioni. «Il funerale sarà con il suo gruppo folk», ha detto la madre, perché era lì, tra quelle note, che Gaia trovava la sua essenza. Ma quel filo si è spezzato sulle strisce pedonali di Porto Cervo, dove un suv guidato da Vivian Spohr, moglie dell’amministratore delegato di Lufthansa, l’ha travolta senza lasciarle scampo.

La notizia dell’incidente, avvenuto martedì 8 luglio, ha riacceso polemiche già familiari: quelle sulla disinformazione giudiziaria, sull’istinto di cercare un «mostro» da additare prima ancora che i fatti siano chiariti. Vivian Spohr, 51enne tedesca, non è fuggita in Germania, come qualcuno ha insinuato, ma è rientrata a Monaco di Baviera, dove – stando ai suoi legali – ha subito affrontato un crollo psicofisico. «È sconvolta, ma collaborerà con le autorità italiane», hanno precisato i suoi avvocati, smontando narrazioni affrettate.

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