Ferrari, i piloti concordano sul punto debole della SF-26: "Perdiamo tutto sui rettilinei"

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Luci e ombre nella Sprint Qualifying della Ferrari a Shanghai. Rispetto a Melbourne, il distacco della migliore delle SF-26 dalla Mercedes di George Russell è sceso da otto a sei decimi, ma tra le Rosse e le W17 si sono inserite le McLaren: domani mattina Lewis Hamilton partirà quarto, mentre Charles Leclerc sarà alle sue spalle, sesto. Inoltre, il layout del circuito cinese ha evidenziato il punto debole della power unit di Maranello nei confronti di quella della Mercedes sui rettilinei e in particolare su quello lunghissimo che porta da curva 13 al tornantino di curva 14.

Una qualifica che riaccende il confronto interno

La sessione che ha definito la griglia di partenza della Sprint ha offerto spunti di lettura contrastanti all'interno del box del Cavallino. Da un lato, la prestazione di Lewis Hamilton, capace di insidiare la McLaren di Lando Norris per la terza piazza e di precedere il suo compagno di squadra, ha portato un certo ottimismo nel suo angolo del garage. Il sette volte campione del mondo, nonostante una prima parte del weekend complicata e un assetto della vettura stravolto dai suoi tecnici dopo le libere, ha parlato di sensazioni positive alla guida, definendo la SF-26 molto competitiva nei tratti guidati. Dall'altro lato, invece, la delusione di Charles Leclerc appare più palpabile; il monegasco, che aveva chiuso le prove con un distacco inferiore, si è trovato a dover inseguire, esprimendo una frustrazione che riecheggia le difficoltà incontrate già in Australia, dove il gap dalla vetta era emerso in tutta la sua evidenza.

Il divario in rettilineo, una questione di gestione dell'energia

Il dato tecnico emerso con chiarezza dalle rilevazioni telemetriche sul circuito di Shanghai, un tracciato che alterna sezioni lente e guidate a lunghissimi allunghi dove la potenza diventa determinante, conferma un'ipotesi avanzata già dopo il primo Gran Premio. La vettura di Maranello, pur essendo molto efficace nel misto e nelle curve più lente, dove il telaio e il carico aerodinamico fanno la differenza, paga un dazio pesante in termini di velocità di punta. Hamilton, nel commentare la qualifica, è stato piuttosto esplicito nell'indicare il problema: la Mercedes risulta imprendibile sui dritti. Non si tratta soltanto di un discorso legato alla potenza massima erogata dal motore termico, ma di un aspetto più complesso e legato alla nuova filosofia dei propulsori ibridi. La SF-26, per come è concepita la sua gestione energetica, sembra faticare a rigenerare e a utilizzare la carica della batteria nel corso di un intero giro lanciato, ed è qui che si annida il ritardo. In particolare, sul lunghissimo rettilineo di Shanghai, questo deficit si moltiplica, vanificando i guadagni fatti nelle pieghe del tracciato.

L'ala "macarena" e la strategia di sviluppo

La Scuderia aveva portato in Cina una novità tecnica importante, quella particolare ala posteriore ribattezzata "macarena" per il suo movimento rotatorio, che avrebbe dovuto migliorare l'efficienza aerodinamica e ridurre la resistenza all'avanzamento. L'obbiettivo, dichiarato, era proprio quello di compensare la mancanza di potenza pura con una minor resistenza all'avanzamento. Tuttavia, dopo averla testata nell'unica sessione di prove libere, la decisione è stata quella di rimuoverla, tornando a una configurazione più tradizionale per la Sprint Qualifying. Lo stesso Hamilton ha spiegato come l'introduzione di quel componente, inizialmente prevista per una fase più avanzata della stagione, sia stata accelerata per essere pronta a Shanghai, ma il suo utilizzo si è rivelato prematuro. L'ala, dunque, è stata accantonata in attesa di ulteriori sviluppi che ne garantiscano l'affidabilità e l'efficacia, lasciando la Rossa a dover fronteggiare le frecce d'argento con l'armamentario tecnico già visto a Melbourne. I piloti, da parte loro, hanno ribadito come la consapevolezza di questo limite non sia nuova in fabbrica, ma il confronto con i cronometri, specialmente su una pista come quella cinese, rende l'urgenza di un intervento sempre più concreta.

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