Ferrari porta l‘ala “Macarena” in Cina, la SF-26 si mostra subito aggressiva

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Nel secondo appuntamento del mondiale di Formula 1, che si disputa questo fine settimana a Shanghai, la Scuderia di Maranello ha deciso di giocare d’anticipo, accelerando i piani di sviluppo e introducendo sulla SF-26 la rivoluzionaria ala posteriore soprannominata “Macarena”. Dopo averla mostrata per soli cinque giri durante i test prestagionali in Bahrain, suscitando la curiosità e lo stupore dell’intero paddock, il team ha scelto di spedire in Cina tre diverse specifiche di questo componente, un segnale chiaro della volontà di non accontentarsi del buon esordio di Melbourne e di attaccare fin da subito la Mercedes, apparsa per ora la vettura da battere in questa nuova era regolamentare. La decisione, che rappresenta una scommessa tecnica non indifferente considerando il limitato tempo a disposizione nelle prove libere di un weekend Sprint, è figlia della necessità di colmare il divario prestazionale emerso in Australia, specialmente sul fronte della velocità di punta.

Il funzionamento dell’ala rotante e i vantaggi per la power unit

Il meccanismo di questa ala, il cui nome deriva dal movimento che ricorda il celebre ballo e che è stato coniato dallo stesso team principal Fred Vasseur, si discosta radicalmente dai tradizionali sistemi DRS. Non si tratta della semplice apertura di un flap, ma di una rotazione di circa 270 gradi dell‘intero secondo e terzo elemento, i quali di fatto si ribaltano, riducendo drasticamente la resistenza all’avanzamento. Per ottenere questo risultato, gli ingegneri hanno dovuto risolvere problemi complessi, spostando l’attuatore dall’usuale posizione centrale a un alloggiamento ricavato all’interno dell’endplate laterale, garantendo al contempo che l’intera rotazione si completi nei quattro decimi di secondo imposti dal regolamento. Il guadagno stimato in termini di velocità massima, secondo le prime indiscrezioni raccolte nel paddock, si aggirerebbe tra gli 8 e i 10 chilometri orari, un valore che sulla lunghissima retta di Shanghai potrebbe rivelarsi un’arma decisiva.

Oltre al mero incremento della velocità, questa soluzione porta con sé un secondo vantaggio, forse altrettanto strategico. Riducendo il drag, la vettura richiede meno energia dalla componente elettrica della power unit per mantenere alte velocità, consentendo una migliore gestione delle batterie e riducendo il rischio di esaurire la carica nei tratti cruciali del giro, come il momento di un sorpasso. Un aspetto, questo, che assume un‘importanza capitale alla luce del divario motoristico che la Ferrari sembra accusare nei confronti della Mercedes, un gap che non può essere colmato agendo sulle power unit, congelate per regolamento, ma che può essere mitigato proprio con soluzioni aerodinamiche estreme come questa.

Novità tecniche e un rischio calcolato per il debutto

Non si tratta, però, della semplice riproposizione del pezzo sperimentale visto in Bahrain. La versione che debutterà in Cina presenta delle migliorie, in particolare per quanto riguarda la rigidità strutturale, un aspetto fondamentale considerando le sollecitazioni a cui i flap sono sottoposti in apertura e chiusura. Dalle prime immagini delle SF-26 giunte a Shanghai, si nota infatti la scomparsa dell’attuatore centrale, confermando la bontà del progetto e la volontà di portare in pista una specifica più performante e, si spera, affidabile. Oltre all‘ala “Macarena”, sulla Rossa è stato avvistato anche un nuovo deflettore sul pilone centrale dell’Halo, a testimonianza di un approccio aggressivo e continuo allo sviluppo voluto dal team per sostenere il ritmo imposto dalla Mercedes.

Resta tuttavia un’incognita legata al formato del fine settimana cinese, che prevede una sola ora di prove libere prima di tuffarsi nelle qualifiche del venerdì pomeriggio che decideranno la griglia di partenza della Sprint Race. Sarà in quel breve lasso di tempo, nella FP1, che la Ferrari dovrà verificare il corretto funzionamento del complesso meccanismo e raccogliere i primi dati per calibrare il setup. Non è affatto scontato, a detta degli esperti, che la scuderia decida di impiegare l’ala in gara: potrebbe optare per un utilizzo limitato alle prove e alle qualifiche dello Sprint, o persino accantonarla per questo appuntamento se i riscontri non dovessero essere positivi, preferendo non rischiare un weekend già di per sé complicato.

L’analisi del circuito di Shanghai e la sfida alla Mercedes

La pista di Shanghai, con il suo tracciato che alterna complesse combinazioni di curve lente a un lunghissimo rettilineo, rappresenta il banco di prova ideale per una soluzione pensata per esaltare l‘efficienza aerodinamica e la gestione dell’energia. Le caratteristiche del circuito asiatico, infatti, potrebbero esaltare le qualità della SF-26, permettendole di essere più competitiva rispetto all’asfalto di Melbourne. L‘obiettivo dichiarato, seppur implicitamente, da Maranello è quello di mettere pressione alla Mercedes, che nel primo appuntamento stagionale ha mostrato un passo superiore ma non inattaccabile. L’introduzione anticipata della “Macarena” è una chiara dichiarazione d’intenti: la Ferrari non vuole accontentarsi del ruolo di prima inseguitrice e cerca subito il colpo grosso per riaprire un campionato che, nonostante i proclami, è ancora lunghissimo.

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