Gp di Cina, le qualifiche sprint in arrivo dopo le libere firmate Mercedes con la nuova ala “macarena” della Ferrari

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La prima e unica sessione di prove libere sul circuito di Shanghai, resa anomala dal formato Sprint che comprime l’intero weekend in appena tre giorni, ha consegnato una gerarchia chiara al termine dei sessanta minuti a disposizione: George Russell, con un crono di 1:32.741, ha preceduto il compagno di scuderia Kimi Antonelli, distanziato di centoventi millesimi, in una Mercedes che sembra aver mantenuto il ruolino di marcia già visto in Australia e che ora, forte di una power unit la cui gestione dell'energia elettrica appare al momento senza rivali, si candida al ruolo di riferimento anche per la Sprint Qualifying in programma più tardi.

Se la scuderia di Brackley ha monopolizzato le prime due posizioni, alle sue spalle si è inserita la McLaren, con Lando Norris e Oscar Piastri rispettivamente terzo e quarto, sebbene con un distacco superiore al mezzo secondo che lascia intendere come il lavoro da fare sulla MCL40, ancora nervosa e dal comportamento talvolta imprevedibile in inserimento di curva, non sia stato completato. Più staccate, invece, le due Ferrari, con Charles Leclerc quinto e Lewis Hamilton sesto: il monegasco ha accusato un ritardo di otto centesimi e mezzo dal vertice, mentre il sette volte campione del mondo, dopo un testacoda alla curva 6 dovuto al bloccaggio dei freni, ha concluso a oltre un secondo, in una sessione comunque utile per raccogliere i primi dati sulla tanto discussa ala posteriore ribattezzata “macarena” dal team principal Frédéric Vasseur.

Proprio l’elemento aerodinamico, introdotto in anticipo sulla tabella di marcia dopo essere stato visto brevemente nei test del Bahrain e che ora la Scuderia di Maranello ha portato a Shanghai in tre esemplari, ha attirato l’attenzione degli addetti ai lavori, sia per il suo funzionamento — i due flap ruotano di duecentosettanta gradi con attuatori nascosti nelle paratie laterali — sia per gli effetti sulla guidabilità, visto che in fase di apertura il profilo genera uno stallo che può rendere il posteriore della SF-26 particolarmente instabile, come accaduto a Hamilton nel corso del turno.

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