MasterChef, la notte di Ángel León affonda Matteo Lee: eliminato a sorpresa il favorito

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   La decima puntata di MasterChef Italia, andata in onda giovedì 12 febbraio su Sky Uno e in streaming su NOW, ha consegnato un verdetto che pochi si sarebbero aspettati alla vigilia, complicando non poco i pronostici per il rush finale di questa quindicesima edizione. Se il programma, va detto, continua a macinare numeri importanti – quasi novecentomila spettatori in Total Audience con un incremento dell'undici per cento rispetto alla settimana precedente e un dominio social che segna un più sessantasei per cento di interazioni su base annua – è il verdetto dell'ultima sfida a tenere banco, con l'uscita di scena di Matteo Lee, il concorrente bolognese di ventisette anni attivo negli investimenti online, fin lì considerato uno dei nomi caldi per la vittoria finale.

Il ritorno di Anna Zhang e la cucina a sei mani che cambia le gerarchie

La serata si era aperta all'insegna della continuità e dell'emozione, con il ritorno tra i fornelli di Anna Zhang, la vincitrice della scorsa edizione, chiamata a orchestrare la temuta Mystery Box. La giovane chef, che proprio in questi giorni sta incontrando il pubblico in eventi dal vivo, ha selezionato per i sette aspiranti cuochi ancora in gara una serie di ingredienti a lei particolarmente cari, un misto di tradizione orientale e mediterranea che comprendeva, tra gli altri, daikon, lemongrass, colatura di alici e tofu. In quarantacinque minuti, chi è riuscito a destreggiarsi meglio tra questi sapori è stata Carlotta, la venticinquenne disoccupata biellese che ha convinto la giuria ottenendo il primo squillo della serata. Subito dopo, l'Invention Test ha riservato un momento piuttosto inedito: i giudici Bruno Barbieri, Antonino Cannavacciuolo e Giorgio Locatelli si sono trasformati in una brigata compatta, firmando una creazione a sei mani a base di piccione, uova e farina che i concorrenti hanno dovuto interpretare. In questa prova, a emergere è stato Matteo Rinaldi, il graphic designer di ventotto anni della provincia di Bergamo, che con un piatto giudicato superiore ha strappato un vantaggio significativo in vista delle sfide successive.

Il mare di Cadice e l'abisso tecnico firmato Ángel León

Il vero spartiacque della puntata, però, è coinciso con l'ultimo Skill Test di questa edizione, un appuntamento che ha portato la Masterclass lontano dagli studi di Sky, fino a Cadice, in Spagna, per varcare le porte di Aponiente, il ristorante tre stelle Michelin dello chef Ángel León. Conosciuto negli ambienti come "lo chef del mare", León ha sottoposto i concorrenti a un banco di prova ai limiti dell'accessibile, calandoli in una dimensione di gastronomia marina avanguardistica dove la materia prima – si pensi alla pelle di murena o a preparazioni che giocano con la bioluminescenza – segue logiche lontane anni luce dalla cucina tradizionale. In questo contesto di pressione altissima, cinque di loro hanno retto l'urto: Carlotta, Alessandro, Teo, Dounia e lo stesso Matteo Rinaldi hanno convinto, ottenendo il pass per la semifinale e accedendo di fatto alla zona tranquilla della puntata. Per gli altri due, Niccolò Mazzanti e Matteo Lee, si è aperta invece la porta del Pressure Test, il duello al buio che decide chi deve appendere il grembiule al chiodo.

L'assemblaggio che non convince e l'addio del favorito

Il confronto diretto tra Niccolò, controllista di motocompressori venticinquenne di Massa, e Matteo Lee è stato un testa a testa tesissimo, giocato sui nervi e sulla capacità di ripartire dopo una giornata trascorsa a inseguire la filosofia complessa di Ángel León. Proprio Lee, nonostante un percorso costellato di ottime performance e un bagaglio di competenze che lo aveva sempre messo al riparo dai pericoli, ha presentato un piatto che non ha convinto i giudici. Bruno Barbieri è stato piuttosto netto nel commento, parlando di un "assemblaggio di ingredienti" privo della necessaria sintesi e personalità, una critica che suona come una delle peggiori condanne in una competizione dove la narrazione culinaria conta quanto la tecnica. Per Matteo Lee, nonostante la convinzione di aver lavorato bene, è arrivata così la fine del suo cammino: un'eliminazione che nessuno pronosticava e che riapre di fatto i giochi per la conquista del Titolo, con Carlotta e Matteo Rinaldi lanciatissimi e pronti a giocarsi le loro carte nelle prossime, decisive, puntate.

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