ReArm Europe, Meloni e le contraddizioni della difesa europea

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   La questione del riarmo europeo, con il piano ReArm promosso da Ursula von der Leyen, continua a dividere non solo l’Europa ma anche la maggioranza italiana, mettendo in luce contraddizioni e tensioni che vanno oltre le mere divergenze politiche. Giorgia Meloni, presidente del Consiglio e leader di Fratelli d’Italia, si trova al centro di un dibattito che vede da un parte il voto favorevole del suo partito alla risoluzione di Strasburgo sul libro bianco della difesa europea, e dall’altra le sue critiche pubbliche al piano ReArm. Una posizione che ha sollevato più di un interrogativo, soprattutto dopo le dichiarazioni del ministro della Difesa Guido Crosetto, il quale, uscendo dalla Camera dei Deputati il 19 marzo 2025, ha invitato a leggere la mozione approvata per chiarire se ci fosse o meno un mandato della maggioranza a sostegno del voto di Meloni.

La contraddizione emerge con forza anche dalle parole della stessa Meloni, che durante un intervento a Montecitorio ha negato di aver mai usato il termine “vittoria” in riferimento alla guerra in Ucraina. Eppure, un video risalente al 13 maggio di due anni fa la ritrae accanto al presidente ucraino Volodymyr Zelensky, mentre dichiara: “Noi scommettiamo sulla vittoria dell’Ucraina”. Un’affermazione che, al di là delle polemiche, evidenzia come il tema della difesa europea e del sostegno all’Ucraina sia terreno scivoloso, capace di generare frizioni non solo tra i partiti ma anche all’interno degli stessi schieramenti.

Al Consiglio europeo di Bruxelles, Meloni si è presentata con una posizione apparentemente unitaria, frutto di una risoluzione approvata in Parlamento dopo giorni di tensioni. Tuttavia, i distinguo non sono mancati, soprattutto da parte della Lega, con assenze strategiche come quella del ministro Matteo Salvini e attacchi diretti alla presidente della Commissione europea von der Leyen. La premier, da parte sua, ha mantenuto un profilo cauto, frenando su temi delicati come i contro-dazi e lasciando aperte questioni cruciali relative al piano ReArm.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.