Cuneo dice addio a Riccardo Bergese, l'architetto che difendeva il cuore antico della città

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La città di Cuneo, colpita da un lutto che ne intacca la memoria storica più viva, piange la scomparsa di Riccardo Bergese, architetto e figura civica di primo piano, spentosi all’età di settantotto anni nella serata di domenica all’hospice di Busca dopo una lunga malattia. Originario del capoluogo, dove era nato e si era diplomato al liceo classico “Silvio Pellico”, Bergese aveva legato indissolubilmente la propria esistenza professionale e personale alle sorti del centro storico, quartiere che non solo abitava ma di cui è stato, per decenni, instancabile custode e promotore. Dopo la laurea in Architettura conseguita a Torino, aveva dapprima insegnato negli istituti per geometri di Savigliano e Cuneo, per poi avviare una carriera da libero professionista aprendo uno studio in via Fratelli Ramorino, proprio nel cuore di quella “città vecchia” che sarebbe divenuta il suo principale campo d’azione.

Il lungo impegno nelle istituzioni locali

Il suo contributo alla vita amministrativa della città, che lo ha visto impegnato ininterrottamente dal 1995 al 2012, si è dispiegato attraverso tre mandati da consigliere comunale in maggioranza, prima con i Democratici di Sinistra e poi con il Partito Democratico, affiancando i sindaci dell’epoca. Un impegno che, successivamente, si è esteso anche al panorama provinciale, con un mandato da consigliere tra il 2009 e il 2014, durante il quale portò all’attenzione delle sedi istituzionali, con tenacia e competenza tecnica, le istanze di quel tessuto urbano più antico che costituiva, per lui, l’identità stessa di Cuneo. La sua attività in consiglio comunale, che alcuni ricordano per la precisione delle sue relazioni tecniche e per la passione con cui affrontava i temi urbanistici, è stata caratterizzata da una coerenza di visione rara, sempre finalizzata alla valorizzazione e alla salvaguardia del patrimonio architettonico e sociale della zona centrale.

Il Comitato per il futuro del Centro storico

Oltre all’impegno strettamente politico-istituzionale, l’eredità più tangibile di Bergese è probabilmente la fondazione del Comitato per il futuro del Centro storico, di cui è stato anima e motore propulsore. Attraverso questo organismo, che riuniva residenti, commercianti e semplici appassionati, seppe coagulare energie e attenzione su un quartiere che, come molti in Italia, rischiava lo spopolamento e il degrado, trasformandolo invece in un laboratorio di idee e proposte. Il Comitato, sotto la sua guida, non si limitò a mere proteste ma elaborò progetti concreti, organizzò iniziative culturali e di socialità, divenendo un interlocutore credibile e rispettato per le amministrazioni che si sono succedute, sempre con l’obiettivo di garantire un avvenire a quel dedalo di vie e piazze che costituiscono le radici della città.

La professione al servizio della città

La sua figura, del resto, non può essere scissa in ruoli distinti, poiché l’architetto, l’insegnante, il consigliere e l’attivista civico in lui convergevano in un unico, coerente progetto di cura per la sua comunità. Dal suo studio professionale, che rimase sempre un punto di riferimento nella via Ramorino, continuò a osservare e a intervenire, con la strumentazione tecnica di cui disponeva, sulle trasformazioni del tessuto edilizio, opponendosi a quelle che riteneva snaturanti e promuovendo, invece, interventi di restauro conservativo e di riqualificazione rispettosa. Quella di Bergese era una presenza costante, una voce che non si stancava di ricordare il valore della storia scritta nella pietra e nella vita di quartiere, portando avanti battaglie che, seppur a volte controcorrente, hanno contribuito a preservare un volto autentico per Cuneo. I funerali si terranno martedì nel duomo della città, luogo simbolico di quel centro che tanto amò e a cui dedicò energie e pensiero.

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