La Roma di Gasp riscopre il ‘corto muso’: sesto 1-0 stagionale, Vaz regala il risveglio Champions

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Redazione Sport Redazione Sport   -   C’era una certa aria di déjà vu all’Olimpico, quella sensazione – per chi segue i giallorossi – che riporta alla mente l’inizio di una stagione fatta di sostanza più che di spettacolo. La vittoria contro il Lecce, arrivata con il minimo scarto, non è solo un’iniezione di ossigeno dopo un marzo complicato, ma anche un dato statistico che non passa inosservato: si tratta del sesto successo per 1-0 in questo campionato per la formazione di Gian Piero Gasperini. Un risultato di misura, firmato dal giovane Robinio Vaz al suo primo gol in Serie A con questa maglia, che riaccende improvvisamente il sogno europeo, portando la squadra a ridosso della zona Champions.

A sbloccare una partita che sembrava destinata a incagliarsi nelle maglie difensive dei salentini è stato proprio il classe 2007, entrato nella ripresa con la chiara volontà di cambiare l’inerzia del match. A fare da spartiacque, il cross perfetto di Mario Hermoso – uno dei pochi a salvarsi dalle pagelle con lode – che ha servito al giovane francese l’assist per il colpo di testa decisivo. E se da un lato il tecnico di Grugliasco, visibilmente provato da un periodo intenso, si è concesso al silenzio post-partita a causa di un “abbassamento di voce” (tanto che non si è presentato neanche in conferenza stampa), dall’altro è proprio questa capacità di soffrire e di vincere con il minimo sforzo a rappresentare la via maestra per il rush finale.

La fotografia del ‘corto muso’ e la crescita di Vaz

Vittoria di misura e porta inviolata: una fotografia che, nel calcio moderno, viene spesso associata alla concretezza. Per la Roma di Gasperini, abituata storicamente a un gioco più fluido e prolifico ai tempi dell’Atalanta, questo sembra essere diventato un compromesso necessario, una sorta di “corto muso” – per usare un termine caro all’ippica – che sta restituendo punti preziosi. Con il Lecce è arrivata la sesta affermazione con questo punteggio, a testimonianza di una squadra che, pur non riuscendo a esprimere tutto il proprio potenziale offensivo (Malen, ad esempio, è apparso più impreciso del solito), ha ritrovato quella solidità difensiva che era mancata nelle settimane precedenti.

A raccogliere i frutti di questa nuova fase tattica è stato Robinio Vaz. Il ragazzo, dopo la partita, ha voluto sottolineare l’importanza del supporto dei compagni, ringraziando pubblicamente Hermoso per il “cross perfetto” e manifestando la volontà di continuare a crescere in maglia giallorossa. La sua è stata una ventata d’aria fresca in un attacco che, a corto di soluzioni vincenti nelle rotazioni, aveva bisogno di una scossa. Il tecnico, con l’inserimento del giovane al posto di El Aynaoui, ha trovato la chiave per scardinare l’equilibrio, dimostrando ancora una volta che il futuro del club può essere già un presente su cui contare.

Il Lecce paga la leggerezza: Di Francesco cerca la reazione

Sull’altra sponda, invece, c’è l’amarezza di Eusebio Di Francesco. Il suo Lecce esce dall’Olimpico a mani vuote, ma non certo con la sensazione di aver sfigurato. I salentini hanno dimostrato una sostanza notevole, riuscendo a contenere la Roma per lunghi tratti e creando, nella ripresa, le occasioni più nitide per pareggiare. In particolare, una doppia azione pericolosa ha messo in difficoltà la retroguardia giallorossa, con un salvataggio decisivo di Svilar su N’Dri e un intervento provvidenziale sulla linea di Ghilardi (ironia della sorte, entrato da poco in campo) su Pierotti.

Il tecnico abruzzese ha parlato di “ingenuità” nella fase del gol subito e di “poca lucidità nel possesso”, sottolineando come, al pari di quanto accaduto a Napoli, la squadra paghi la mancanza di cinismo in area di rigore. Di Francesco ha evidenziato come ci si aspettasse una Roma più stanca dopo le fatiche europee, e invece i giallorossi sono riusciti a trovare la forza per portare a casa i tre punti. Con la classifica che rimane pericolosamente corta, il Lecce cerca ora di trasformare queste buone prestazioni in risultati concreti, nella consapevolezza che il cammino verso la salvezza passa necessariamente attraverso una maggiore efficacia sotto porta.

Le scelte di Gasperini e le ambizioni europee

Nonostante le assenze pesanti e un organico che non consente a Gasperini tutte le rotazioni che vorrebbe (come dimostrato anche dalla panchina corta in attacco), la Roma ha centrato un obiettivo fondamentale: agganciare la Juventus nella corsa Champions e tenere il Como a distanza. Il tecnico ha sorpreso le previsioni schierando una difesa inedita con Hermoso, capace di salvare sulla linea e servire l’assist vincente, dimostrando che il valore aggiunto di questo gruppo risiede nella capacità di adattamento e nel sacrificio.

Per i giallorossi, il rientro di Angelino all’Olimpico dopo sei mesi – accolto dall’ovazione del pubblico – è stato un altro segnale positivo. Con il morale sollevato e la classifica che ora sorride, la squadra si prepara al rush finale con la consapevolezza che, se il bel gioco ancora latita, la strada del “corto muso” potrebbe essere quella giusta per tornare a respirare quell’aria europea che manca ormai da troppo tempo.

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