Il “corto muso” della Roma: sesta volta in campionato, Vaz regola il Lecce
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Redazione Sport
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Dopo un mese esatto, la Roma torna a vincere in campionato, e lo fa con il punteggio che ormai sembra una cifra identitaria di questa gestione: 1. A cedere al cospetto dei giallorossi di Gasperini è stato un Lecce volenteroso ma insufficiente, punito dall’ennesimo acuto di un giovanissimo: Robinio Vaz, classe 2007, ha messo a segno la prima rete in Serie A con la maglia della Roma, regalando tre punti che valgono molto più di una semplice boccata d’ossigeno.
L’Olimpico, ancora ferito dall’eliminazione europea per mano del Bologna, ha ritrovato un sorriso che mancava da diverse settimane; un sorriso costruito sulla sostanza più che sulla forma, specchio fedele di una squadra che, pur attraversando un periodo complicato, ha ritrovato la solidità difensiva perduta nelle ultime uscite. L’incontro, arbitrato senza particolari sussulti, ha rispecchiato il copione di una Roma che ha provato a gestire il ritmo sin dalle battute iniziali, cercando di sfruttare la velocità di Malen per mettere in difficoltà una retroguardia salentina organizzata ma destinata a cedere nel momento di maggior pressione.
La partita sembrava destinata a seguire un copione già visto, fatto di possesso palla sterile e di un primo tempo soporifero – nonostante le sfide di Pellegrini e l’annullamento di una rete a Pisilli per fuorigioco – se Gasperini, a inizio ripresa, non avesse deciso di pescare dalla panchina il giovane francese. Un azzardo tattico, quello di inserire Vaz, che si è trasformato in un colpo da maestro: al 57’, Hermoso ha servito un cross perfetto sul secondo palo per il ragazzo, bravo a schiacciare di testa da posizione angolatissima, superando Falcone e trovando una via che, per gran parte della gara, era sembrata sbarrata.
Se il gol ha sbloccato la Roma, a garantire l’integrità del risultato ci hanno pensato due interpreti solitamente abituati a ruoli diversi. Da una parte Svilar, che dopo un periodo di appannamento ha ritrovato la sicurezza necessaria, respingendo il tentativo insidioso di N’Dri. Dall’altra Mario Hermoso, il difensore spagnolo, che ha compiuto un intervento decisivo salvando sulla linea di porta un colpo di testa di Pierotti: in quel momento, con Svilar fuori causa, l’azione salentina sembrava destinata al pareggio, ma la prontezza di Hermoso ha impedito che il “corto muso” si spezzasse.
Una statistica che racconta una stagione
I numeri, in questo caso, fotografano con precisione l’identità della squadra di Gasperini. Con il successo sul Lecce, la Roma ha centrato la sesta vittoria in campionato con il punteggio di 1. Una specialità, quella di vincere con il minimo scarto, che nei cinque principali campionati europei vede solo il Milan (nell’era Allegri) e il Lione fare meglio in questo specifico arco temporale. Un dato che racconta di una squadra solida nel gestire il vantaggio, capace di soffrire senza mai cedere definitivamente, anche quando il baricentro sembra abbassarsi e la gara rischia di sfuggire di mano.
A certificare questa resilienza c’è anche un altro particolare: dopo cinque gare consecutive in cui la retroguardia giallorossa incassava gol, Svilar è tornato a mantenere la porta inviolata. Un azzeramento del dato negativo che coincide con la ritrovata efficacia di un reparto arretrato che, nei momenti cruciali della ripresa, ha retto l’urto delle folate leccesi, permettendo alla squadra di portare a casa un successo fondamentale per la classifica.
Classifica corta e aggancio pesante
I tre punti raccolti all’Olimpico hanno un peso specifico notevole in ottica Champions League. La Roma ha agganciato la Juventus a quota 54 punti, mantenendo il fiato sul collo del Como, quarto, che dista solo tre lunghezze. Un posizionamento che, a otto giornate dal termine, tiene viva la corsa per un posto nella massima competizione europea, nonostante un calendario che si preannuncia irto di ostacoli, con scontri diretti alle porte.
Dall’altra parte della barricata, il Lecce incassa l’ennesima doccia fredda in trasferta e sprofonda nella zona calda della classifica. I salentini restano terzultimi, appaiati alla Cremonese vittoriosa a Parma, a sei lunghezze dal Genoa che occupa la prima piazza utile per la salvezza. Una situazione drammatica per la squadra pugliese, che all’Olimpico ha cercato di uscire allo scoperto solo nella ripresa, pagando a caro prezzo la leggerezza nel momento in cui la Roma ha trovato il varco giusto per colpire.
Le scelte di Gasperini e un futuro già in campo
Tra i risvolti tattici più interessanti della gara c’è stata la gestione delle risorse umane da parte di Gasperini, che ha dovuto fare i conti con le assenze pesanti di Dybala e Dovbyk e con l’infortunio di Mancini, costretto al cambio all’intervallo. L’allenatore ha scelto di affidarsi alla freschezza atletica e all’imprevedibilità dei suoi giovani, un azzardo ripagato dalla rete di Vaz. Ma l’aspetto più emblematico è arrivato nel finale: con l’ingresso di Arena e Venturino, la Roma ha concluso la partita con un tridente d’attacco composto da tre under 20.
Un segnale forte, quello lanciato dalla panchina giallorossa, che testimonia non solo una necessità contingente dettata dalle assenze, ma anche una precisa linea di pensiero tecnico. In un momento in cui la squadra cerca di uscire dal tunnel delle difficoltà passo dopo passo, Gasperini ha trovato nella gioventù – e nella capacità di sfruttare le seconde palle – la chiave per sbloccare un match che rischiava di trasformarsi in un’altra occasione persa. Per Vaz, il gol con il Lecce rappresenta un primo tassello importante; per la Roma, il 1-0 rappresenta un messaggio lanciato al campionato: la corsa all’Europa è più viva che mai.




