La finanziaria e i mille campanili, tra emendamenti locali e la spinta di Assonime
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Redazione Interno
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Mentre il Senato esamina il pacchetto di quasi seimila emendamenti alla manovra, un fenomeno consueto, sebbene formalmente deprecato, riemerge con forza: quello delle micromisure a valenza esclusivamente locale. Si tratta di decine di proposte, che spaziano dalla realizzazione di rotatorie al finanziamento per musei dedicati alle eccellenze enogastronomiche, fino ai contributi per impianti sportivi o per il restauro di edifici religiosi; interventi che, per la loro natura circoscritta, faticano a trovare una giustificazione organica all'interno di una legge di Bilancio nazionale, ma che puntualmente fanno capolino nei lavori parlamentari, rischiando di appesantire il provvedimento con una logica di puro tornaconto elettorale.
Le osservazioni di Assonime per una fiscalità più snella
In questo contesto, si inserisce con un documento specifico l'Assonime, che ha inviato alle Commissioni Bilancio una serie di osservazioni e proposte sul Disegno di legge di bilancio 2026. L'associazione delle società per azioni punta, in particolare, a semplificare e a razionalizzare il quadro normativo esistente per le imprese, auspicando un sistema fiscale più lineare e meno gravoso, il che rappresenta una priorità spesso annunciata ma di complessa attuazione, come dimostra la mole degli emendamenti in discussione.
Il focus sugli emendamenti per l'energia e l'edilizia
Tra i 5.742 emendamenti all'esame di Palazzo Madama, una parte significativa è dedicata al settore energia, ambiente e sostenibilità. Le priorità assolute, in attesa delle segnalazioni ufficiali dei partiti, sembrano essere il contrasto all'impatto dei costi energetici per le piccole e medie imprese e per le famiglie, con ipotesi di azzeramento di alcuni oneri in bolletta, e il potenziamento degli incentivi per la riqualificazione energetica degli edifici, con maxi agevolazioni rivolte specificamente agli immobili residenziali che raggiungono le classi di efficienza A e B.
Le richieste della maggioranza e le novità più discusse
Dalla maggioranza di governo, composta da Fratelli d'Italia, Forza Italia, Lega e Noi Moderati, provengono complessivamente circa 1.600 proposte di modifica. Queste richieste riflettono, in parte, le tensioni già emerse in fase di approvazione del testo in Consiglio dei ministri, come il tentativo di trovare una soluzione definitiva alla questione della cedolare secca applicata agli affitti brevi. Accanto a questo, spuntano anche diverse novità, alcune delle quali hanno già attirato l'attenzione dell'opinione pubblica: si va dall'introduzione di un bollo da 500 euro sui pagamenti in contanti superiori a 10.000 euro, fino all'ipotesi di una tassa sui pacchi in arrivo da Paesi extraeuropei, misure che si affiancano a un panorama già ricco di micro-interventi di varia natura.




