Seconda serata di Sanremo 2026, le pagelle dei look tra l’eleganza sobria di Lauro e lo choc di Pilar Fogliati che perde i gioielli di scena
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Redazione Cultura e Spettacolo
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L’attesa per il secondo atto del Festival di Sanremo 2026, quello che vede il ritorno sul palco di quindici Big e l’esordio assoluto dei quattro finalisti delle Nuove Proposte, si concentra inevitabilmente sul red carpet e, più nello specifico, sulle scelte stilistiche dei conduttori e degli ospiti che si alternano all’Ariston. Dopo il debutto, giudicato da molti critici come prudente se non fin troppo cauto, ci si aspettava una sterzata decisa verso il glamour e l’eccesso, una speranza che in parte è stata tradita e in parte ha trovato compimento in alcune figure isolate. Carlo Conti, fedele al suo stile rassicurante e istituzionale, ha optato per un secondo smoking firmato Stefano Ricci, questa volta in total black, un voto che oscilla tra il 6 e il 7 ma che, per la rassicurante costanza che lo contraddistingue, raggiunge la lode secondo Il Fatto Quotidiano -6. L’attenzione, però, era tutta per i co-conduttori della serata: Laura Pausini, Achille Lauro, l’attrice Pilar Fogliati e il comico Lillo.
Laura Pausini, che condivide il palco con Conti per l’intera durata del Festival, ha replicato la collaborazione con Giorgio Armani Privé, indossando un completo pantalone nero tempestato di cristalli. La giacca, dal taglio netto che richiama la struttura di una marsina militare, ha retto l’urto di uno scherzoso squat che la cantante ha improvvisato per riprendere il microfono caduto a Carlo Conti, un momento che ha fatto il giro del web e che ha messo alla prova la tenuta sartoriale del capo -1. Sui beauty look, invece, ha prevalso un intenso smokey eye dai riflessi violacei, abbinato a un rossetto nude e a una manicure bianca che spezzava la monocromia dell’insieme. Le pagelle, però, sono divise: se Il Corriere della Sera le assegna un 8 per lo "squat stellare" che ha movimentato la scena, Il Fatto Quotidiano boccia parzialmente l’abito, giudicandolo il meno convincente tra quelli sfoggiati finora e fermandosi a un sei politico -1-6.
Chi ha letteralmente scritto una pagina di storia del costume sanremese negli anni passati, Achille Lauro, si è presentato in una veste inaspettatamente sobria ma non per questo meno impattante. Il cantante, seguito dallo stylist Nick Cerioni, ha scelto un total white firmato Dolce & Gabbana, composto da pantaloni over e una giacca smoking portata aperta su un gilet-top dal maxi fiocco -3. È proprio questa apertura a lasciare spazio alla vera protagonista del suo look: un preziosissimo collier di alta gioielleria di Damiani, tratto dalla collezione Ode all'Italia, impreziosito da diamanti, rubini e opali etiopi -3. Una scelta che alcuni hanno definito regale, altri fin troppo parca per uno come lui che ci ha abituati a tutine dorate e quadri viventi. La giuria delle pagelle, infatti, si spacca: c’è chi lo vede come un faro di luce sul palco e chi, come il Corriere, parla di completo "addobbato" e lo stronca con un 5 -1.
Accanto a loro, l’attesa per Pilar Fogliati e Lillo era altrettanto alta, seppur per motivi opposti. La Fogliati, attrice di cinema e tv, era chiamata a un debutto da co-conduttrice elegante e raffinato, e per certi versi ci è riuscita, ma un imprevisto ha catalizzato l’attenzione dei presenti e dei telespettatori. Durante la sua prima uscita sul palco, l’attrice ha infatti perso parte dei suoi gioielli di scena, un piccolo incidente che poteva trasformarsi in un clamoroso passo falso e che invece è stato gestito con una certa professionalità. Lo smarrimento dei preziosi, avvenuto nei primi minuti di diretta, ha distolto per qualche istante lo sguardo dal suo abito, un dettaglio che i cronisti di moda non hanno potuto ignorare, attribuendo alla circostanza un peso nel giudizio complessivo. Per quanto riguarda Lillo, il comico ha puntato tutto sulla simpatia e sull’ironia, un marchio di fabbrica che funziona sempre in un contesto come quello del Festival. Il suo look, sebbene non memorabile sotto il profilo della moda, è servito da contraltare comico alla solennità di alcuni passaggi, guadagnandosi un sei politico ma con lode per la capacità di intrattenimento.
L’altra metà del palco: i big in gara e le new wave delle Nuove Proposte
Se i conduttori dettano la linea, sono i cantanti in gara a riempire il pentagramma visivo della kermesse. Dei trenta Big in lizza, la seconda serata ne ha visti salire quindici, ciascuno chiamato al giudizio combinato del Televoto (50%) e della Giuria delle Radio (50%). Tra questi, Elettra Lamborghini ha portato sul palco un look che ha spaziato tra piume e dettagli argentati, quasi delle "fettucine" metalliche come qualcuno le ha definite, che le sono valse un 7 per l’audacia e un 4 per l’eccesso a seconda delle testate -1-2. Il cantante Nicolò Filippucci, tra le Nuove Proposte, ha inaugurato la sfilata dei giovani con un total black giocato sulle trasparenze, scatenando il dibattito su quel che si può e non si può mostrare sul palco dell’Ariston; Fanpage lo ha bocciato con un 5, ironizzando sulla sua candidatura ad "ambassador del movimento free the nipple" -2.
Sul fronte opposto, Gianluca Gazzoli, conduttore del blocco dedicato ai giovani, è stato promosso a pieni voti: il suo smoking in velluto di Emporio Armani ha convinto tutti, con punte di 7 e mezzo e addirittura un 10 da Il Fatto Quotidiano per la sua impeccabile esecuzione -2-6. Anche Carlo Conti, nel suo smoking Stefano Ricci, vince facile secondo i critici: il look è rassicurante, coerente e istituzionale, perfetto per il suo ruolo. Patty Pravo, invece, ha diviso: il suo viso effetto glow e lo sguardo felino ottenuto con eyeliner e tanto mascara hanno incantato, ma l’abito scuro e il generale portamento da "fantasma dell'Opera" le hanno attirato qualche critica di troppo -1. La varietà delle pagelle, che spaziano dal 4 al 10, dimostra ancora una volta come Sanremo sia un prisma di gusti personali, dove lo stile si scontra e si mescola con la personalità di chi lo indossa.
L’attenzione per i dettagli: gioielli, beauty look e colpi di scena sartoriali
Oltre agli abiti, sono i dettagli a fare la differenza in una manifestazione dove ogni inquadratura viene setacciata dai fan e dagli addetti ai lavori. La scelta dei gioielli, ad esempio, ha giocato un ruolo centrale: se Achille Lauro ha sfoggiato un collier Damiani da capogiro, del valore di diverse migliaia di euro, Elettra Lamborghini ha optato per un collier altrettanto scintillante che ne incorniciava la scollatura a cuore -9. I beauty look hanno seguito la stessa direttrice: Laura Pausini ha insistito sullo smokey eye, mentre Patty Pravo ha puntato tutto su un incarnato luminosissimo, quasi etereo, che le ha fatto guadagnare il Titolo di "luce pura" tra i commenti social. La cura del dettaglio, però, non ha risparmiato qualche intoppo tecnico, come la caduta dei gioielli di Pilar Fogliati, un evento che ha ricordato a tutti quanto la diretta televisiva sia imprevedibile e quanto il fattore umano, con i suoi piccoli cedimenti, sia sempre dietro l’angolo. La capacità di reagire a questi imprevisti, del resto, è parte integrante della prova sul campo per chi calca quel palco.




