Sanremo, nella seconda serata l’omaggio di Achille Lauro alle vittime di Crans Montana e lo show di Lillo con Pilar Fogliati
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Il Teatro Ariston si appresta a vivere la seconda puntata di questo settantaseiesimo Festival di Sanremo, una serata che si annuncia densa di significati e nella quale la musica leggera, come spesso accade, si fa veicolo di memorie collettive e di intrattenimento più schietto. Dopo il debutto di ieri, che ha visto alternarsi sul palco tutti e trenta i big in gara, la macchina organizzativa guidata da Carlo Conti entra ora nel vivo della competizione con il primo verdetto parziale. Accanto al conduttore e a Laura Pausini, colonna portante di questa edizione, saliranno tre co-conduttori d’eccezione: l’attrice Pilar Fogliati, il trasformista Achille Lauro e il comico Lillo, ai quali spetterà il compito di movimentare le fasi di attesa e di dialogare con un’orchestra diretta maestra. Si esibiranno quindici dei trenta artisti principali – una selezione che include, tra gli altri, Patty Pravo, J-Ax, Fedez in coppia con Marco Masini, e Ditonellapiaga – le cui performance saranno valutate con un sistema misto che assegna il cinquanta per cento del peso al televoto del pubblico e il restante cinquanta per cento alla Giuria delle Radio, un meccanismo che già dalla tarda serata restituirà una prima classifica, seppur limitata alla semplice indicazione delle prime cinque posizioni senza un ordine di merito specifico -1-6.
Il momento che si preannuncia di maggiore intensità emotiva, però, è legato a una scelta artistica maturata all’ultimo minuto, quasi fosse una ferita ancora aperta che chiede di essere medicata pubblicamente. Achille Lauro, che pure avrebbe dovuto riproporre il brano “Incoscienti giovani”, si esibirà invece in “Perdutamente”, una canzone che nelle scorse settimane è diventata il simbolo del dolore per la tragedia di Crans Montana, dove la notte di Capodanno un rogo divampato all’interno del locale “Le Constellation” ha strappato alla vita quarantuno giovani. La decisione, come spiegato dallo stesso Conti in conferenza stampa, è maturata dopo aver visto le immagini della madre di Achille Barosi – una delle vittime sedicenni – intonare proprio quel pezzo davanti alla bara del figlio, un gesto di amore disperato che ha colpito la coscienza di tutti e che ha spinto la produzione a riprogrammare la scaletta -5-7. Non ci saranno parole di circostanza né discorsi enfatici, a dettare il ricordo sarà la sola musica, in quella che si preannuncia come una pausa di raccoglimento in mezzo al consueto brillio del varietà.
Parallelamente alla competizione canora, la serata offrirà spazi di leggerezza affidati alla verve dei co-conduttori. Lillo, forte di una carriera che lo ha visto muoversi tra cabaret e cinema, tornerà su quel palco dove anni fa, in un’altra vita artistica, propose con Greg e i suoi “Derivati” l’irriverente “E noi a Gino lo menamo”, portando quella cifra comica surreale che qui potrebbe tradursi in siparietti improvvisati con la Pausini e con lo stesso Lauro -1. Pilar Fogliati, dal canto suo, rappresenta la quota di eleganza cinematografica, reduce dal successo di “Romeo è Giulietta” e pronta a calcare un palcoscenico che per un’attrice significa esposizione totale, senza la rete della quarta parete. E poi ci sarà il rito laico delle esibizioni fuori sede, con Max Pezzali pronto a far ballare l’Italia dal salone della Costa Toscana e Bresh che animerà il palco di piazza Colombo, mentre l’Ariston tributerà un riconoscimento alla carriera a Fausto Leali, voce storica della musica italiana che di Festival ne ha vissuti tredici, fino alla vittoria con “Ti lascerò” nel lontano 1989 -4-8.




