L'Italia accelera le privatizzazioni: Eni e Mps guidano il cammino

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il governo italiano ha avviato un piano di privatizzazioni che ha raggiunto un valore di 3 miliardi di euro, grazie alla vendita di quasi 92 milioni di azioni Eni per poco meno di 1,4 miliardi. Questo passo importante segna un punto di svolta nel piano di privatizzazioni avviato lo scorso anno.

Il ruolo di Eni e Mps

Il primo passo del piano di privatizzazioni era stato costruito sulla cessione di quote di Monte dei Paschi di Siena e sull'uscita dello Stato da Poste Italiane. Quest'ultima operazione, pur mantenendo il controllo attraverso le azioni in mano a Cdp, potrebbe valere fino a 5 miliardi di euro.

Prospettive future

La svendita non è finita. Anzi, è appena iniziata. Il processo di privatizzazioni avviato dal governo prosegue. Non solo con la vendita della quota di Eni, ma continuerà nei prossimi mesi con nuove operazioni in vista. Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, punta alla riduzione del debito attraverso le quote degli asset strategici del Paese.

Reazioni sindacali

La vendita del 2,8 per cento del capitale di Eni, pari a 1,4 miliardi di euro, da parte del ministero dell’Economia ha provocato una risposta univoca, per una volta, da parte dei sindacati Cgil e Cisl già mobilitati contro l’annunciata privatizzazione delle Poste. Questa mossa è vista come un tentativo di distribuire ricchezza pubblica nelle mani di investitori e privati, dando l’illusione di limare il debito pubblico che però è destinato a crescere nei prossimi anni, stando alle previsioni di primavera della Commissione Europea.

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