Mps accelera sull'integrazione con Mediobanca, il cronoprogramma di Lovaglio in consiglio

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Luigi Lovaglio, confermando la sua reputazione di manager volto all'azione, imprime ritmi serrati all’integrazione tra Montepaschi e Mediobanca, un processo che, dopo la chiusura dell'opas da 13,5 miliardi, ha portato l'istituto senese a detenere una quota maggioritaria dell'86,3% nella realtà di Piazzetta Cuccia. Il consiglio di amministrazione di Mps, riunitosi sotto la presidenza di Nicola Maione, ha infatti esaminato il cronoprogramma operativo presentato dall'amministratore delegato, il quale ha ufficialmente avviato i lavori per fondere le due realtà. All'incontro, segnato da un'atmosfera operativa, hanno preso parte i due principali consulenti di Montepaschi, Deloitte e McKinsey, con quest'ultima rappresentata dal senior partner Maurizio Donato, a testimonianza della complessità dell'operazione che si sta avviando.

Il sostegno degli analisti e le ombre dei mercati

Mentre si attende il prossimo consiglio di amministrazione di Mediobanca, il quale sarà chiamato a nominare i nuovi vertici dell'istituto milanese, la banca d'affari Jefferies – che è stata tra gli advisor dell'operazione – ha iniziato la copertura del titolo Mps con un giudizio positivo, raccomandando l'acquisto. Gli analisti, in un rapporto pubblicato di recente, hanno espresso la loro convinzione che «il mercato sottovaluti il potenziale delle sinergie derivanti dall'integrazione con Mediobanca», indicando quindi una fiducia nelle prospettive di lungo periodo. Sul fronte borsistico, tuttavia, si registra un movimento negativo per Banca Mps, il quale, in una sessione caratterizzata da pressioni vendite, ha trattato con una perdita significativa; l'andamento su base settimanale rivela un allentamento della curva, un ripiegamento che potrebbe esporre il titolo a ulteriori vendite da parte degli operatori, con analisi tecniche che segnalano potenziali discese fino a un'area di supporto immediato.

La struttura duale e il futuro assetto

Il progetto di integrazione, che entra ormai nel vivo, punta decisamente a una chiara separazione dei segmenti di business, delineando un modello industriale dalla struttura duale. Secondo quanto trapelato, il piano in preparazione prevede che Montepaschi si concentri sul banking retail, consolidando la sua presenza sul territorio, mentre a Mediobanca verrebbe affidato il compito di focalizzarsi sui servizi finanziari ad alto valore aggiunto, quelli che richiedono una specializzazione particolare. Una divisione dei ruoli così netta, la quale mira a evitare sovrapposizioni e a massimizzare l'efficienza dei due gruppi, rappresenta il cuore della strategia di Lovaglio; non è escluso, poi, che si guardi con interesse a Fineco, un asset che potrebbe trovare una collocazione strategica all'interno di questo nuovo e articolato disegno.

Le prossime tappe di un percorso avviato

L'avvio formale dei lavori in consiglio segna una tappa fondamentale nel percorso, già tracciato, che condurrà alla piena realizzazione dell'operazione. L'attenzione si sposta ora sulle prossime scadenze, a cominciare dalla nomina dei vertici di Mediobanca, un passaggio cruciale per dare continuità al piano e per assicurare quella governance stabile necessaria a guidare un processo di tale portata. La presenza dei consulenti, con i loro report e le loro analisi dettagliate, assicura che ogni decisione sarà ponderata sulla base di valutazioni solide, mentre il mercato, sebbene mostri una volatilità di breve periodo, è chiamato a valutare la solidità strategica di un'accorpamento che ambisce a creare un gruppo bancario più forte e competitivo.

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