Mps-Mediobanca, Lovaglio accelera sull’integrazione: “Tutte le strade portano a Siena”
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Redazione Economia
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L’integrazione tra Mps e Mediobanca “procede spedita” e punta a creare un gruppo più solido, capace di affrontare la volatilità dei mercati con una struttura orientata alla crescita. Luigi Lovaglio, amministratore delegato della banca senese, è tornato a parlare dell’operazione durante l’8° congresso della Uilca a Venezia, rivendicando la direzione presa da Monte dei Paschi e la capacità dell’istituto di costruire un progetto “ben attrezzato per il futuro”. Nelle sue dichiarazioni il manager ha insistito soprattutto sulla diversificazione dei ricavi e sulla resilienza del nuovo assetto che dovrebbe nascere dall’aggregazione con Mediobanca.
Quello di Venezia è stato anche il primo intervento pubblico di Lovaglio dopo il rinnovo del mandato alla guida di Rocca Salimbeni, avvenuto il 15 aprile scorso. Dal palco del congresso del sindacato dei bancari, il ceo di Mps ha cercato di trasmettere un messaggio di continuità e stabilità in una fase considerata cruciale per il futuro della banca. Il riferimento alla solidità patrimoniale è stato uno dei punti centrali del suo intervento: “Oggi noi abbiamo una solidità patrimoniale che è la più alta d’Europa”, ha affermato, collegando direttamente questo elemento alla possibilità di sostenere il progetto di integrazione con Mediobanca.
Lovaglio minimizza le tensioni nel nuovo cda
Accanto ai temi industriali e strategici, l’amministratore delegato ha affrontato anche la questione della governance interna. Negli ultimi giorni erano emerse indiscrezioni su possibili divisioni nel nuovo consiglio di amministrazione nato dopo il confronto che ha portato alla conferma di Lovaglio alla guida della banca. Interpellato dai cronisti a margine del congresso Uilca, il manager ha respinto apertamente l’ipotesi di contrasti all’interno del board. “La concordia c’è”, ha dichiarato in modo netto, cercando così di spegnere le letture che parlavano di una fase delicata nei rapporti interni al vertice dell’istituto.
Le parole del ceo arrivano mentre il mercato osserva con attenzione l’evoluzione dell’operazione con Mediobanca e il ruolo che Siena potrebbe assumere nel nuovo scenario bancario. Lovaglio ha scelto un’espressione destinata a richiamare l’attenzione anche fuori dall’ambiente finanziario: “Ormai tutte le strade portano a Siena”. Una battuta pronunciata durante il dibattito con il segretario generale della Uilca Fulvio Furlan, ma che contiene un messaggio preciso sulla centralità che Monte dei Paschi intende ritagliarsi nel processo di consolidamento del settore bancario italiano.
La strategia di crescita di Monte dei Paschi
Nel corso del suo intervento, Lovaglio ha descritto il progetto legato all’integrazione Mps-Mediobanca come un percorso costruito per rafforzare la capacità competitiva della banca nel lungo periodo. Il riferimento alla volatilità dei mercati è servito a sottolineare l’importanza di una struttura in grado di distribuire meglio i ricavi e ridurre l’esposizione ai cambiamenti più bruschi dello scenario economico. L’obiettivo indicato dal manager è quello di creare un gruppo resiliente, sostenuto da basi patrimoniali solide e da una strategia di crescita definita.
Da Venezia è arrivato quindi un doppio segnale: da una parte la conferma che il progetto con Mediobanca procede nei tempi previsti, dall’altra la volontà di mostrare compattezza all’interno del consiglio di amministrazione dopo settimane di discussioni sulla governance. Lovaglio ha scelto un tono diretto e rassicurante, insistendo sulla fiducia nel percorso intrapreso da Monte dei Paschi e sulla capacità della banca senese di affrontare la nuova fase del risiko bancario italiano partendo da una posizione che considera di forza.




