Mps, utili in crescita ma Lovaglio rimanda le mosse su Mediobanca

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Economia Redazione Economia   -   Gli utili del terzo trimestre di Banca Monte dei Paschi di Siena, il primo a consolidare Mediobanca nel proprio perimetro, hanno nettamente superato le attese del mercato, attestandosi a 474 milioni di euro e segnando così un incremento del 17% su base annua. Un dato che, se analizzato al netto degli ingenti benefici fiscali che avevano caratterizzato l'esercizio precedente, conferma il solido percorso di risanamento dell'istituto senese, il cui utile netto complessivo nei primi nove mesi dell'anno ha toccato 1,37 miliardi. Nonostante i conti brillanti, l'amministratore delegato Luigi Lovaglio ha preferito mantenere un profilo prudente, evitando di svelare le proprie intenzioni strategiche riguardo al futuro assetto del gruppo, che include anche una partecipazione in Unipol, e rinviando ogni decisione operativa a un momento successivo.

Le sinergie confermate e il rinvio delle scelte

Durante la conference call con gli analisti, Lovaglio ha ribadito con fermezza l'obiettivo di realizzare sinergie piene per almeno 700 milioni di euro dall'integrazione con Mediobanca, un elemento che gli investitori, da tempo, considerano cruciale per valutare la bontà dell'operazione. Tuttavia, ha parallelamente scelto di non offrire alcuna indicazione concreta sulle modalità con cui questo risparmio di costo verrà raggiunto, né ha voluto anticipare la struttura definitiva che il polo bancario-assicurativo verrà ad assumere. La sua comunicazione, per quanto trasparente sui risultati conseguiti, è apparsa volutamente vaga e calibrata per acquistare tempo, lasciando in sospeso alcune delle questioni più rilevanti.

Il futuro di Mediobanca e l'appuntamento del 2026

Proprio riguardo a Mediobanca, Lovaglio ha espressamente dichiarato che è "troppo presto per prendere decisioni" in merito a un'eventuale fusione per inCorporazione o a un possibile delisting della banca d'affari, la cui liquidità in borsa è ormai ridotta a un esiguo flottante del 14%. Questa posizione di attesa, se da un lato evita di creare attriti con il management di Piazzetta Cuccia, dall'altra alimenta le speculazioni su quali saranno i veri assetti di governance e le sorti del brand. Gli sviluppi più significativi, ha annunciato, saranno illustrati solo in occasione del capital market day previsto tra febbraio e marzo del 2026, quando sarà presentato il nuovo piano industriale.

Uno scenario più ampio di fusioni e acquisizioni

La settimana si è chiusa all'insegna dei bilanci trimestrali e di operazioni societarie di rilievo, che hanno interessato anche altri attori del panorama italiano. Oltre ai risultati di Mps, si è registrato il boom degli utili di Unipol, mentre sul fronte delle acquisizioni Fila ha annunciato l'intenzione di rilevare Seven, con l'obiettivo dichiarato di rafforzare la propria presenza nel mercato dei prodotti per la scuola. Dagli Stati Uniti, dove il presidente Trump è nuovamente in carica, è arrivato inoltre il via libera degli azionisti di Tesla al maxi-pacchetto remunerativo, del valore di 1.000 miliardi di dollari, destinato a Elon Musk.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.