Mps rimanda la decisione sul futuro di Lovaglio, il Titolo vacilla
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Redazione Economia
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Il consiglio di amministrazione di Banca Monte dei Paschi di Siena, riunitosi ieri, ha scelto una strada interlocutoria, rinviando al 28 gennaio una decisione attesa e delicata. Il nodo da sciogliere, che continua a tenere sotto pressione l’istituto senese, riguarda infatti la definizione del regolamento per la formazione della lista del futuro board, un passaggio nel quale si giocherà, di fatto, il destino di Luigi Lovaglio. La nota diffusa al termine dell’incontro, citando la necessità di “ulteriori approfondimenti” per una rapida approvazione, ha lasciato intatta l’incertezza, riverberandosi immediatamente sul listino. In una giornata comunque negativa per i mercati europei, anche per le nuove minacce del presidente degli Stati Uniti Donald Trump verso l’Iran, il titolo Mps ha chiuso in ribasso, perdendo oltre l’uno per cento e contribuendo al clima di attesa che avvolge Rocca Salimbeni.
Il regolamento e la corsa contro il tempo
A differenza di quanto alcuni si aspettavano, il cda non ha quindi dato il via libera al documento preparato dal Comitato Nomine, su indicazione del presidente Nicola Maione e con il consenso unanime dei membri. L’obiettivo dichiarato è quello di “chiara formalizzazione delle regole di governance”, un lavoro che viene ritenuto necessario prima di affrontare l’assemblea degli azionisti convocata per il 4 febbraio, la quale dovrà esaminare le modifiche statutarie. Questo slittamento, se da un lato testimonia la complessità della materia, dall’altro accorcia ulteriormente i tempi a disposizione per definire un quadro stabile, poiché la stessa assemblea per l’elezione del nuovo consiglio è stata fissata per il 15 aprile.
Le implicazioni per Lovaglio e gli equilibri di potere
La posta in gioco, dietro la questione tecnica del regolamento, è alta e riguarda direttamente la riconferma o meno dell’attuale amministratore delegato. La proposta del Comitato Nomine, stando a quanto trapelato, suggerirebbe infatti di escludere Lovaglio dal processo di stesura della lista dei candidati, una mossa interpretabile come un primo segnale verso un “no” al suo secondo mandato. Sullo sfondo di questa partita si intravedono gli equilibri azionari, con il gruppo Caltagirone, che detiene una quota significativa del capitale, e le sue posizioni rispetto alla guida della banca, fattore che inevitabilmente pesa sulle valutazioni in corso.
Il mercato reagisce con nervosismo
L’annuncio del rinvio non è passato inosservato nella piazza finanziaria, già provata da un contesto geopolitico instabile. L’indice FTSE Mib, dopo il rimbalzo del giorno precedente, ha infatti aperto la seduta in territorio negativo, scendendo sotto la soglia dei 45mila punti, con i titoli bancari sotto osservazione. L’andamento di Mps, che ha perso terreno, riflette l’apprensione degli investitori per un prolungarsi della fase di incertezza sulla governance, un elemento che rischia di distogliere l’attenzione dalla quotidianità operativa e dai piani strategici. La prossima riunione del 28 gennaio sarà dunque cruciale per provare a dare una direzione e cercare di placare una volatilità che, al momento, sembra destinata a continuare.




