Nordio sblocca le pene alternative per 10 mila detenuti, la mossa che alleggerisce le carceri
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Redazione Interno
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Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha deciso di affrontare l’emergenza sovraffollamento nelle carceri italiane con una task force dedicata, che avrà il compito di valutare l’applicazione di misure alternative per oltre 10 mila detenuti. Una scelta che, oltre a rispondere a un problema strutturale, rappresenta una mossa politica in grado di ridurre le pressioni dell’opposizione, che in più occasioni ha chiesto le sue dimissioni.
Secondo i dati diffusi dal ministero, sono 10.105 i detenuti "definitivi" – ovvero con condanne passate in giudicato – che potrebbero beneficiare di pene diverse dalla reclusione, come l’affidamento ai servizi sociali o gli arresti domiciliari. «È stata istruita una task force», si legge in una nota del dicastero, «che ha già avviato interlocuzioni con la magistratura di sorveglianza e con i singoli istituti penitenziari». Un intervento che punta a snellire le procedure, spesso farraginose, che finora hanno limitato l’accesso a queste misure.
Intanto, il Consiglio nazionale forense ha lanciato un progetto per creare una rete di avvocati specializzati nelle problematiche carcerarie, con particolare attenzione al tema dei suicidi e delle condizioni critiche degli istituti. Un’iniziativa che, sebbene autonoma rispetto alle decisioni del governo, si muove nella stessa direzione: quella di un sistema penitenziario più sostenibile.




