Chanel, il vento di Biarritz e la nuova manicure delle sirene

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Matthieu Blazy ha preso le redini di Chanel, e lo ha fatto con una mossa che profuma di sale e di rivoluzione silenziosa. La sua prima sfilata Cruise, quella per la stagione 2026/2027, non si è svolta in un set esotico o in una location patinata, bensì a Biarritz, tra l’oceano e le vecchie pietre di Villa de Larralde. Qui, nel lontano 1915, Gabrielle Chanel – lei che amava la libertà più delle crinoline – aprì una delle sue prime case di moda, cambiando per sempre le regole del guardaroba femminile: via le strutture rigide, dentro l’eleganza pratica e reale. Oggi, quella stessa brezza di indipendenza torna a soffiare sulla passerella, restituita dallo sguardo illuminato di Blazy.

La sirena diventa trendy, ma senza pinne di plastica

Da qualche anno a questa parte, le sirene – creature probabilmente tra le più alla moda dell’intera mitologia greca – hanno conquistato l’immaginario collettivo, tanto da meritarsi un neologismo dedicato: mermaidcore. Peccato che, nella nuova visione di Chanel, quella moda non abbia nulla di oleografico o fiabesco. La collezione Cruise 2026/2027 reinterpreta l’iconografia marina con un filtro inaspettato, quasi archeologico: ci sono conchiglie appese alle orecchie, borse che sembrano uscite da un relitto elegante, e persino delle “talloniere chic”, ovvero sandali che coprono solo il tallone lasciando il piede nudo. Un’audacia che già impazza sui social, diventando virale prima ancora che gli abiti tocchino i negozi.

Vent’anni dopo (o cento), sempre la stessa libertà

Più che una sfilata Cruise, quella presentata da Blazy a Biarritz rappresenta un ritorno simbolico alle radici della maison. Perché non si tratta di scegliere l’esotismo di una destinazione lontana – come molti brand amano fare – ma di riabbracciare la forza narrativa di un luogo fondativo. Dinamismo, libertà di movimento, eleganza semplice e funzionalità: ecco i codici che sfilano, uno dietro l’altro, in passerella. E mentre le modelle camminano con quel vento che spettina tutto, si capisce che Chanel non sta cercando il futuro altrove, lo sta ripescando dal proprio passato più autentico.

Borze, cuffie da bagno e quella manicure che mancava

Non poteva mancare, in questo revival marino, un’attenzione quasi ossessiva ai dettagli: dalle borse che evocano reti da pesca ai gioielli a forma di stella marina, fino a delle vere e proprie cuffie da bagno trasformate in accessorio da passerella. Ma il vero colpo di scena – già destinato a diventare un piccolo fenomeno – è la nuova manicure delle sirene, un dégradé sottile e “mismatched” (cioè con unghie diverse tra loro) che sembra catturare la luce dell’oceano. Niente di clamoroso, solo una rivoluzione silenziosa. Quella stessa che Gabrielle aveva iniziato oltre un secolo fa, liberando i corpi senza fare troppo rumore. Oggi, Matthieu Blazy si limita a raccogliere quel testimone, e a lasciarlo sventolare al vento di Biarritz.

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