La prima sfilata Cruise di Matthieu Blazy per Chanel e il ritorno alle origini di Biarritz

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   C’è un’eco lontana, quasi assordante nella sua silenziosa eleganza, che arriva dalla costa basca. Laddove, nel lontano 1915, Gabrielle “Coco” Chanel decise di sfidare i rigori della moda parigina aprendo la sua prima maison di alta moda, oggi il suo successore Matthieu Blazy ha scelto esattamente lo stesso palcoscenico per firmare il suo debutto nel mondo Cruise. La sfilata, andata in scena martedì 28 nella cittadina di Biarritz, non è stata solo una passerella, ma un tuffo letterale in quelle acque atlantiche che un tempo ispirarono la fondatrice, con l’obiettivo dichiarato – come si legge nelle note di intenti – di trovare “il perfetto equilibrio tra funzione e finzione”.

La scelta del luogo, va detto, è tutt’altro che estetica. Negli ultimi anni, il colosso del lusso ha ricomprato metro dopo metro gli storici atelier di rue Gardères, l’edificio che una volta ospitava la boutique originale della stilista e che nel tempo era stato frazionato in ben 85 proprietà private. Un’operazione immobiliare lunga sei anni, che restituisce alla maison un pezzo della sua anima più autentica, laddove la stessa Chanel – allora trentaduenne e sostenuta dall’amore di Boy Capel – impiegò sessanta sarte per lanciare il suo impero. Tuttavia, non si tratta di una semplice operazione nostalgia. Come ha anticipato Bruno Pavlovsky, presidente delle attività moda della doppia C, a margine dello show: “Blazy è un genio nel lavorare sull’heritage”. E l’heritage, in questo contesto, diventa materia viva.

Sotto il titolo “Sous le salon la plage” (Sotto il salone, la spiaggia), la collezione Cruise 2026/27 ha mescolato con disinvoltura l’abbigliamento da lavoro francese, le uniformi dei marinai e l’abbigliamento balneare, rifiutando però qualsiasi categorizzazione rigida. Se l’apertura è affidata a un’intramontabile little black dress – che proprio quest’anno spegne cento candeline – riletta con un taglio basso in vita e abbinata a un morbido mocassino da uomo, lo show si evolve rapidamente verso un immaginario marino potentissimo. Trame di tweed rigate come le tradizionali camicie basche, gorgiere scolpite a forma di conchiglia e cappelli da nuoto trasformati in copricapo di alta moda hanno sfilato davanti a un parterre di ospiti internazionali, dove spiccava tra gli altri il rapper A$AP Rocky, non semplicemente come testimonial ma come vero e proprio padre-pulcinella della situazione.

Proprio a proposito di A$AP Rocky, la sua presenza nel front row ha regalato uno dei dettagli più virali e umani della serata. L’artista, infatti, non si è limitato a indossare un blazer di tweed; ha portato a tracolla un borsone in edizione limitata dal quale penzolavano, come ciondoli, dei mini-scarpette da bambino che riproducevano fedelmente le iconiche ballerine bicolore della maison. Un regalo, ha spiegato, dello stesso Matthieu Blazy, pensato per la sua secondogenita di sette mesi: un gesto ironico che spezza la sacralità dell’evento per restituirne una dimensione più intima e quotidiana, lontana anni luce dalla freddezza delle vetrine.

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