Il ritorno del costume intero e i sandali “fantasma”: Blazy riporta Chanel alle origini di Biarritz

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   C’era una volta, molto prima che la Costa Azzurra diventasse il tappeto volante dei jet set, una sarta fuori dal coro che decise di piantare le tende lontano dai salotti parigini. Era il 1915 quando Gabrielle “Coco” Chanel aprì la sua maison proprio a Biarritz, in quell’angolo dei Paesi Baschi dove l’oceano detta legge, anticipando di fatto il concetto di vita all’aria aperta che oggi chiamiamo “lifestyle”. È esattamente lì, su quella sabbia bagnata dalla storia, che Matthieu Blazy ha scelto di presentare la sua prima collezione Cruise 2026/27 per Chanel, suggellando un ritorno alle origini fisico prima ancora che stilistico. Lo scenario, ovviamente, non è affatto casuale: nell’arco di pochi mesi – tra Parigi, New York e ora la costa sud-occidentale – il nuovo direttore creativo ha già messo in scena cinque show, e questo è il più personale, forse perché parla della libertà del, quel mantra che la fondatrice ripeteva come un’invocazione.

Se c’è una moda che emerge prepotente dalle onde di questa sfilata è il revival del costume intero, un vero e proprio “One Piece” da spiaggia che riporta indietro le lancette dell’orologio di almeno un secolo. Dimenticate per un attimo i bikini minimali e gli stringati: la passerella è stata un trionfo di cuffie da mare in stile retrò, mute da bagno anni Venti e tessuti che sembrano usciti da un vecchio album di foto di famiglia. Blazy, maniacale nel ricostruire l’archivio, pesca a piene mani dal guardaroba delle “bagnanti” d’epoca, unendo la riga da marinaio alla sontuosità del tweed, e raccontando una storia in cui la gerarchia dell’abbigliamento salta del tutto: il salotto si fonde letteralmente con la battigia. A impreziosire questo quadro naif ci sono poi le lavorazioni preziose: gonne che ondeggiano come nemoni (anemoni di mare) e abiti ricoperti di paillettes che brillano come scaglie di pesce sotto il sole di Biarritz.

Ma la vera bomba mediatica, quella che ha fatto il giro del web in poche ore, non è solo l’abito o la borsa – che già si immagina sold out nelle wish list delle clienti – bensì una calzatura che sfida ogni logica di praticità. Si tratta dei sandali “senza suola” o “cap-heel”, un ossimoro calzato ai piedi delle modelle che sfilavano sul litorale. La struttura è tanto semplice quanto folle: una sorta di gioiello rigido che avvolge e solleva solo il tallone, lasciando l’arcata e le dita completamente a contatto con la sabbia (o, verrebbe da pensare, con l’asfalto cittadino). Se Coco Chanel nel 1957 inventò la slingback bicolore con la punta nera per accorciare visivamente il piede, Blazy decostruisce il mito: quella punta diventa un “rinforzo” metallico che si sposta dietro, trasformandosi in un tacco-scultura. L’effetto, reso in colori oro, argento e rosso, è quello di un piede nudo ma sollevato da terra da un piccolo piedistallo, quasi una citazione dei calzari alati di Hermes o delle divinità greche.

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