Ucraina-Iran, l’attacco nel Mar Caspio che rischia di saldare due guerre

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Iran e Ucraina sono stati trattati, almeno dai loro alleati, come due dossier separati. Fino a oggi, perché l'attacco del 25 luglio col quale l'esercito di Kiev ha colpito, provocando anche una vittima, un cargo di Teheran nel Mar Caspio ora rischia di allargare lo scenario innescando una guerra globale. La giustificazione dell'establishment ucraino sta nel fatto che Iran e Russia intrattengono scambi di materiale bellico e, quindi, il Paese degli ayatollah non può essere considerato estraneo al conflitto in Ucraina.

La mossa di Zelensky e la replica di Teheran

A rompere gli equilibri è l'azione militare ucraina rivendicata in prima persona dal presidente Volodymyr Zelensky: in un attacco a lungo raggio, ha scritto il 25 luglio su X, sono state colpite nel Mar Caspio navi utilizzate per il trasporto di materiale bellico destinato all'Iran, nonché una nave da guerra. Il ministero degli Esteri iraniano ha precisato che il bersaglio era un piroscafo commerciale e che si era registrata la morte di un marinaio.

Da Teheran hanno parlato di un atto di aggressione che potrebbe alimentare ed estendere ulteriormente le fiamme della guerra, convocando i diplomatici ucraini. Il ministro degli Esteri, Abbas Araghchi, ha chiesto l'intervento della comunità internazionale, contattando telefonicamente l'Alto Rappresentante per la Politica Estera dell'Ue, Kaja Kallas, e chiedendo che il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e l'Unione europea facessero lo stesso.

La Repubblica islamica ha promesso a Kiev una reazione imprevedibile: il portavoce del ministero, Esmaeil Baqaei, ha dichiarato che l'azione, un atto assolutamente illegale e ingiustificato, contrario alla Carta delle Nazioni Unite, oltre che un pericoloso atto di avventurismo, non rimarrà senza risposta.

Le motivazioni ucraine e lo spettro di un fronte unico

Nelle dichiarazioni dei vertici ucraini si trovano due posizioni diverse tra loro. Se si ascoltano quelle del ministro degli Esteri, Andrii Sybiha, si capisce che la mossa di Kiev è pienamente giustificata dal coinvolgimento diretto iraniano nell'invasione russa: Teheran è complice diretto dell'aggressione russa contro l'Ucraina, alimentando la guerra criminale di Mosca con armi che hanno ucciso ucraini dal 2022, e l'Iran non ha alcuna legittimazione a fingere di essere vittima.

In realtà, non è solo l'Iran a offrire una lettura diversa dell'attacco, ma lo stesso Zelensky, che in un post su X spiega come dall'inizio di luglio sia stata registrata un'intensa sorveglianza satellitare russa degli Stati del Golfo e delle installazioni militari statunitensi lì presenti, immagini che finiscono successivamente in Iran; sussiste una chiara correlazione tra le immagini satellitari russe di questi siti e gli attacchi iraniani.

In poche parole, se la Russia offre supporto all'Iran per sferrare attacchi contro Usa, Israele e Paesi del Golfo, anche gli ucraini sono legittimati a colpire l'Iran per aiutare i propri alleati. È questa la strategia che sembra aver sposato il presidente ucraino, offrendo la propria disponibilità al coinvolgimento nel conflitto contro l'Iran nella speranza di un sostegno più massiccio dell'alleato americano e israeliano nella guerra contro la Russia, una linea già emersa poco dopo l'attacco unilaterale statunitense contro la Repubblica islamica lo scorso 28 febbraio.

Lo stesso Araghchi ha affermato che l'attacco ucraino è avvenuto su ordine di Israele.

L'Europa spiazzata e le conseguenze globali

La discesa sul campo di battaglia iraniano da parte di Zelensky scuote Bruxelles, già in difficoltà nel far convivere diverse posizioni tra i 27 sul sostegno alla guerra difensiva di Kiev. Il primo punto delicato riguarda il massiccio invio di armi dall'Ue all'Ucraina dall'inizio del conflitto: finché quei missili servivano a difendersi o a contrattaccare contro l'invasore russo, dall'Ue non è arrivata alcuna opposizione, ma se le stesse armi vengono impiegate in una guerra alla quale gli stessi Stati membri si sono ben guardati dal partecipare, la valutazione potrebbe cambiare.

Il secondo punto riguarda il processo di adesione dell'Ucraina all'Unione europea, che procede spedito: un attacco diretto di un Paese candidato a un altro Stato sovrano va nella direzione opposta rispetto alla politica del dialogo e della diplomazia sbandierata dalle istituzioni europee.

La tensione tra i due fronti, intanto, si riverbera sui mercati energetici globali: la contemporanea escalation dei due principali conflitti mondiali sta esercitando una pressione aggiuntiva sull'economia mondiale, con i prezzi del petrolio che continuano a fluttuare bruscamente. Il Mar Caspio, rotta strategica per i collegamenti tra Russia meridionale e Iran, diventa così un nuovo spazio operativo di un conflitto che, con l'attacco di Kiev a un cargo iraniano, rischia di saldare due guerre in una sola.

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