Ryanair rilancia da Rimini, Forlì e Parma: venti rotte per l’estate 2026, dalla Germania tornano i voli su Colonia
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Redazione Economia
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L’espansione della programmazione di Ryanair per la prossima estate negli aeroporti minori dell’Emilia-Romagna, un’operazione che porta a venti il numero complessivo delle rotte attive su Rimini, Forlì e Parma, segna una svolta importante per lo scalo riminese, il quale, dopo sette anni, vede il ritorno di un collegamento con la Germania. La compagnia low-cost irlandese, forte di una crescita annua dei posti stimata attorno al cinquanta per cento, ha ufficializzato l’introduzione di quattro nuove destinazioni dall’aeroporto intitolato a Federico Fellini: si tratta di Manchester, che va così ad affiancare il già operativo volo per Londra, della città polacca di Breslavia e, per l’appunto, di Colonia, un ritorno, quello tedesco, che riannoda un filo interrotto anni fa. A queste si aggiunge Catania, a conferma di una strategia che punta a intercettare non solo i flussi turistici in uscita dalla riviera romagnola, ma anche, e soprattutto, il traffico in entrata da mercati europei ritenuti strategici.
Dall’abolizione della tassa municipale all’investimento: il piano della Regione
Il pacchetto di nuove tratte, che per lo scalo di Forlì comprende i voli per Cagliari e Londra Stansted mentre per quello di Parma si allarga a Tirana, Reggio Calabria e alla stessa Londra, è la diretta conseguenza della decisione presa dalla giunta regionale guidata da Michele de Pascale di azzerare l’addizionale municipale per quegli aeroporti che registrano un traffico annuale inferiore ai settecentomila passeggeri. Una misura, questa, resa possibile da un emendamento inserito nell’ultima legge di Bilancio e sostenuto in modo trasversale dai parlamentari emiliano-romagnoli, che di fatto equipara il trattamento fiscale degli scali minori della regione a quello già in vigore in Calabria, dove, per fare un esempio, è stato attivato il nuovo collegamento Reggio Calabria–Parma. Il presidente de Pascale ha parlato di un primo risultato tangibile di una strategia complessiva, e in effetti la mossa della Regione, abbinata alla richiesta di un intervento diretto nei confronti del vettore, ha prodotto una rimodulazione dell’offerta che, per fare spazio alla nuova rotta calabrese, ha portato all’eliminazione di una frequenza settimanale su alcune tratte dall’aeroporto Tito Minniti, come quelle per Milano Malpensa, Bologna e Venezia.
L’operativo sullo scalo riminese e la concorrenza tra aeroporti
Per quanto riguarda specificamente Rimini, l’ingresso di Manchester e Colonia rappresenta un tentativo di rafforzare il bacino d’utenza oltre i confini nazionali, puntando su due aree metropolitane dal forte potere d’acquisto e con un consolidato flusso turistico verso la riviera. Eddie Wilson, amministratore delegato di Ryanair, nel presentare il piano operativo ha sottolineato come il risultato derivi direttamente dall’eliminazione di quella che lui stesso ha definito una tassa regressiva, un costo che, gravando sui passeggeri, finiva per scoraggiare l’apertura di nuove rotte. L’investimento complessivo, che porterà a oltre seicentosessantamila passeggeri l’anno movimentati sui tre scali, non è esente da critiche, sollevate in particolare dall’amministratore delegato dell’Aeroporto Marconi di Bologna, Nazareno Ventola, secondo il quale si verrebbe a creare una distorsione del mercato a danno dello scalo maggiore, costretto a mantenere l’addizionale e quindi a subire una concorrenza fiscale al ribasso da parte degli aeroporti limitrofi.
L’ad Ryanair: “Ora si abolisca la tassa in tutta Italia”
L’ampliamento delle rotte, che include anche le novità di Breslavia e la conferma di dodici collegamenti totali da Rimini, è stato accolto con favore dalle amministrazioni locali, che vedono nella misura un volano per l’occupazione – stimati oltre trecentosettanta posti di lavoro indotti – e per l’internazionalizzazione del territorio. Ryanair, dal canto suo, non ha nascosto l’obiettivo più ambizioso: utilizzare il caso dell’Emilia-Romagna come modello da estendere all’intero territorio nazionale. Wilson ha infatti rinnovato l’appello al governo perché rimuova l’addizionale municipale in tutti gli aeroporti italiani, prospettando, in cambio, un piano di crescita che varrebbe quaranta nuovi aeromobili e venti milioni di passeggeri aggiuntivi. Per il momento, però, l’estate 2026 porterà sui cieli romagnoli un incremento del cinquanta per cento dei posti offerti, con la Germania che, dopo sette anni, torna ufficialmente nel tabellone delle partenze del Fellini.
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