Furlan e il referendum: "Schlein è stata chiara. Ma il Pd è plurale"
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Redazione Interno
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La senatrice Annamaria Furlan, già leader della Cisl e ora sui banchi del Pd, si sente rappresentata e garantita dal riconoscimento del pluralismo espresso dalla segretaria Elly Schlein sui referendum. "Mi sembra che la segretaria abbia detto che il Pd appoggia in toto i referendum sulla cittadinanza e della Cgil sul lavoro. La mia posizione è nota e personalmente non condivido questa impostazione. Oltre a quello sulla riduzione dei tempi per la cittadinanza, condivido il referendum che introduce regole per i contratti a termine e quello sulla responsabilità dell’impresa appaltante su infortuni e sicurezza: da quando abbiamo appalti a cascata ogni giorno ci sono incidenti".
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Schlein si è schierata per l’abrogazione referendaria del Jobs Act, ma ci sono tre ragioni che fanno dubitare che sia una scelta saggia e che rischi di portare il Pd a una sconfitta come quella di 40 anni fa sulla scala mobile. C’era una volta la cinghia di trasmissione tra il Pci e la Cgil, ma i tempi sono cambiati e, a differenza degli anni Cinquanta, ora è la Cgil che dà la linea ed è l’intendenza del Pd che segue.
Domenico De Santis (Pd): “Avanti sui cinque referendum per difendere il lavoro”
Il segretario regionale del Pd, Domenico De Santis, è scatenato sui cinque referendum che riguarderanno i temi del lavoro e della cittadinanza. Perché è un appuntamento così importante? «Il tema del lavoro deve coinvolgere il Partito democratico: nell’ultimo decennio, purtroppo, non è stato rappresentativo di questo mondo. Questa battaglia mostra invece da che parte stiamo». Nel Pd nazionale non tutti condividono tutti i quesiti sul lavoro.
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