Il tram della strage ha saltato la fermata e lo scambio era aperto: la scia di morte in viale Vittorio Veneto

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La dinamica, per quanto gli inquirenti possano averla già chiara grazie ai frame della dashcam di un tassista e alle prime sommarie dichiarazioni del conducente, appare comunque devastante nella sua semplicità meccanica: un tram della linea 9, un moderno Tramlink lungo venticinque metri, ha imboccato una curva che non avrebbe dovuto prendere, e l’ha fatto a una velocità tale, forse intorno ai trenta chilometri orari, da non consentire alcuna manovra correttiva. Il mezzo, sradicando prima un platano e impattando poi contro la facciata di un palazzo all’angolo tra viale Vittorio Veneto e via Settembrini, ha ridotto l’incrocio a un cumulo di lamiere e vetri infranti, e nel suo violento sbandamento laterale ha scaraventato all’esterno due dei passeggeri che si trovavano a bordo, Ferdinando Favia e Abdou Karim Touré, i quali, dopo essere stati sbalzati sulla sede stradale, sono finiti schiacciati sotto le ruote del convoglio stesso.

Il giallo dello scambio e la versione del tranviere

Ciò che rende la ricostruzione particolarmente significativa agli occhi degli investigatori della polizia locale, coordinati dal comandante Gianluca Mirabelli e dal pm di turno Elisa Calanducci, è la sequenza di anomalie che hanno preceduto l’impatto delle 16.11. Il convoglio, come emerso dalle verifiche tecniche condotte sui binari e sullo scambio, quest’ultimo risultato perfettamente funzionante e lubrificato, avrebbe dovuto proseguire dritto in direzione di Porta Venezia; e invece, complice un deviatoio rimasto orientato verso sinistra, il 9 si è infilato in via Lazzaretto, la direttrice solitamente percorsa dai tram 1 e 33, che però impiegano vetture più corte e antiquate. Il conducente, un uomo di sessantun anni con oltre vent’anni di servizio sulle spalle e in sella da appena un’ora, ha riferito a colleghi e inquirenti di aver avuto un malore, un mancamento improvviso che gli avrebbe impedito non solo di azionare la leva manuale per riposizionare lo scambio nella corretta direzione, ma anche di decelerare in prossimità della fermata sita trenta metri prima dell’incrocio, la quale è stata letteralmente ignorata e superata a velocità inalterata.

Le vittime e la furia dell’impatto

La furia dell’urto, definito “devastante” dal procuratore capo Marcello Viola giunto sul posto insieme al sindaco Giuseppe Sala e al prefetto Claudio Sgaraglia, non ha lasciato scampo a chi sedeva in prossimità dei finestrini o delle porte. Ferdinando Favia, cinquantanovenne commerciante originario del capoluogo lombardo ma residente ad Abbiategrasso, era in compagnia della propria compagna, la quale, ricoverata in condizioni critiche all’ospedale Fatebenefratelli, ha assistito impotente alla proiezione del del proprio uomo fuori dal finestrino. Abdou Karim Touré, senegalese di cinquantasei anni, era invece un senza fissa dimora identificato grazie a una tessera di un centro diurno: soccorso ancora cosciente e in grado di parlare, ha visto le proprie condizioni aggravarsi rapidamente fino all’arresto cardiaco che ne ha decretato il decesso durante il trasporto in ospedale.

Il bilancio dei feriti e i soccorsi

Oltre ai due drammatici decessi, il bilancio complessivo fornito dalle autorità sanitarie parla di 54 feriti, un numero destinato a oscillare nelle ore successive a causa dei codici verdi e gialli che hanno saturato i pronto soccorso del Policlinico, del Niguarda, del San Carlo e del San Raffaele, tra gli altri. L’Agenzia regionale emergenza urgenza ha attivato il piano per le maxi emergenze, smistando i pazienti in base alla gravità: due di loro versano in codice rosso, mentre per la restante cinquantina di passeggeri, molti dei quali anziani, le prognosi non appaiono riservare particolari sorprese, se si esclude lo choc psicologico per quanto accaduto. La dinamica, immortalata anche dalle telecamere di sorveglianza e dal racconto di testimoni come un tassista la cui vettura è stata sfiorata dal tram impazzito, mostra un mezzo che sbanda, si inclina pericolosamente su un fianco e prosegue la sua corsa fino a sfondare le vetrate del ristorante giapponese Robatakan, i cui titolari hanno espresso vicinanza alle vittime pubblicando una fotografia dei danni sulla propria pagina Instagram.

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