Ultimo giorno di divieti a Pescara per il G7
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Redazione Interno
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Ancora un’altra giornata di divieti a Pescara per il G7, che si chiude oggi. Delle cinque zone di massima sicurezza istituite per lo svolgimento di riunioni e visite speciali delle delegazioni, ne restano solo due ancora interdette al traffico. Fino all’una di questa notte è vietato passare, ma anche fermarsi e sostare con l’auto su via D’Avalos (tra viale Pepe e viale della Pineta); via Luigi Antonelli; viale Filippo Palizzi; viale Modesto Della Porta; via Scarfoglio; viale Paolo De Cecco; viale Primo Vere; piazza Le Laudi; via Camillo De Nardis; lungomare Papa Giovanni XXIII (tra via Barbella e via De Nardis); lungomare Colombo (tra via Barbella e viale Figlia di Iorio); viale Figlia di Iorio; viale Luisa D’Annunzio; viale Cesare De Titta; viale Francesco Paolo Michetti; viale Francesco Paolo Tosti; via Pantini (tra strada della Bonifica e viale della Pineta); viale della Pineta; accesso da Strada della Bonifica verso viale della Pineta; via Elettra (tra D’Avalos e via Riccitelli).
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani chiude il summit di Pescara con grande soddisfazione. La riunione ministeriale Sviluppo è stata un «successo» e ha «acceso i riflettori» ancora una volta sulla presidenza italiana del G7. Un appuntamento che, oltre a coinvolgere i Paesi del G7, è stata allargata ad altri Paesi. Tra questi, possono essere elencati Emirati Arabi Uniti, Sudafrica e Kenya.
Sono oltre un migliaio le persone che hanno sfilato per le strade di Pescara per il corteo No G7, organizzato in occasione della conclusione dei lavori della riunione ministeriale a tema Sviluppo che ha avuto luogo nel capoluogo adriatico dal 22 al 24 ottobre. I manifestanti hanno colorato la città, marciando in maniera pacifica con bandiere, striscioni, balli e cori. Tanti gli slogan pacifisti, contro le guerre in corso nel mondo, su tutte quella in Medioriente.
Dal G7 Sviluppo a Pescara, sotto presidenza italiana, emerge con forza la visione del governo per affrontare questa fase più che mai complessa, con le guerre tra Gaza e il Libano e quella in Ucraina che agitano i sonni di tutte le cancellerie occidentali.




