Violazione di divieti e arresti nel primo giorno dell'anno: il copione si ripete

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La notte di San Silvestro e il primo giorno del nuovo anno, momenti tradizionalmente dedicati ai propositi e a un rinnovato inizio, hanno invece riproposto, in diverse aree del paese, un inquietante copione già visto. Un filo conduttore lega infatti episodi accaduti a distanza di poche centinaia di chilometri, dove uomini già sottoposti a misure restrittive del tribunale hanno cercato di forzare il destino e la legge, tentando di rientrare con la forza nelle vite di ex compagne da cui erano stati allontanati. Le forze dell'ordine sono così intervenute, operando una serie di arresti in flagranza che confermano, purtroppo, la pericolosa persistenza di certe condotte violente.

Dai calci al portone alla scalata sul balcone

Ad Avezzano, un 37enne con un passato giudiziario, già obbligato al divieto di avvicinamento alla ex compagna per accuse di maltrattamenti e lesioni, ha dato in escandescenze nella notte di Capodanno. Presentatosi sotto l’abitazione della donna, ha preso a calci il portone d'ingresso nel vano tentativo di entrare, venendo poi bloccato dai carabinieri della radiomobile, allertati dalla stessa vittima. Non lontano, in un altro centro della Marsica, la dinamica si è fatta ancor più plateale: un trentenne, già indagato per stalking, si è arrampicato sul balcone dell’ex fidanzata ventiseienne tentando di sfondare la finestra per introdursi in casa, un atto di invasione che ha spinto la donna, terrorizzata, a chiamare il numero unico d'emergenza 112 a notte fonda.

La persistenza del gesto nonostante gli ordini del giudice

La gravità di questi fatti risiede proprio nella deliberata violazione di provvedimenti emanati dall’autorità giudiziaria, i quali, lungi dall’essere percepiti come un monito, vengono ignorati in momenti di crisi. A Piacenza, un 66enne originario dell’est Europa, sul quale pesava già la misura cautelare dell’allontanamento dalla casa familiare e il divieto di avvicinamento, si è palesato nella serata del primo gennaio davanti all’abitazione dell’ex compagna, una 65enne sua connazionale, mostrando la ferma intenzione di accedervi. L’intervento tempestivo della Volante della Polizia, chiamata sul posto dalla donna, ha impedito il concretizzarsi delle sue minacce e ne ha determinato l’arresto.

Un repertorio di metodi per eludere le protezioni

Se la violazione del divieto costituisce il comune denominatore, i metodi messi in atto per raggiungere le vittime paiono talvolta ispirati a una pericolosa fantasia. In un caso, il rifiuto opposto dalla donna all’ex compagno non ha fatto che inasprire la determinazione di quest’ultimo, il quale, pur di raggiungerla, non ha esitato ad arrampicarsi su un albero per tentare l’accesso dal balcone. Anche in questa circostanza, che ha visto ancora una volta protagonista un trentenne noto alle forze dell’ordine e già sotto inchiesta per atti persecutori, la vittima, una ventiseienne, ha dovuto barricarsi in casa dopo aver rifiutato le sue pretese di entrata, in attesa che le pattuglie intervenissero per porre fine all’assedio e trarre in arresto l’uomo.

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