I Salari Italiani Sono I Più Bassi Del G20: Un Arretramento Senza Pari
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Redazione Interno
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L’Italia, secondo il Rapporto mondiale sui salari pubblicato il 24 marzo 2025 dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro, si conferma il fanalino di coda del G20 per retribuzioni reali, con un calo dell’8,7% rispetto al 2008. Un dato che, se confrontato con quello di altre economie avanzate, assume contorni ancora più preoccupanti: nello stesso periodo, i francesi hanno visto crescere il proprio potere d’acquisto del 5%, mentre i tedeschi addirittura del 15%.
Ma cosa significa, concretamente, parlare di salari reali? Si tratta di retribuzioni depurate dall’inflazione, che misurano non solo quanto si guadagna, ma quanto si può effettivamente spendere. E in Italia, nonostante la crescita nominale degli stipendi, il potere d’acquisto è crollato, lasciando i lavoratori sempre più indietro rispetto ai colleghi europei. Le ragioni di questo declino sono molteplici e affondano le radici in dinamiche strutturali: dalla bassa produttività alla frammentazione del mercato del lavoro, passando per un sistema fiscale che spesso scoraggia gli aumenti salariali.
A Savona, intanto, la protesta dei metalmeccanici – con uno sciopero di otto ore e un corteo sotto la sede dell’Unione Industriali – ha riportato l’attenzione su un’emergenza che riguarda migliaia di lavoratori. Secondo i sindacati, sarebbero almeno 15 mila, tra Savona e provincia, coloro che, pur avendo un contratto regolare, guadagnano meno di 10 mila euro lordi all’anno. Un fenomeno che, sebbene non nuovo, assume oggi proporzioni allarmanti, soprattutto in un contesto in cui il carovita continua a erodere risorse già limitate.




