Mattarella a Latina: "Dazi minacciano diritto alla salute, salari bassi strozzano le famiglie"
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Redazione Interno
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Nell’affollato hangar della BSP Pharmaceuticals a Latina, dove macchinari e lavoratori si muovono con ritmi precisi, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha scelto di lanciare un doppio allarme, legando due emergenze che pesano sul futuro del Paese: la spirale dei dazi commerciali, che rischia di limitare l’accesso alle cure per i più vulnerabili, e la piaga dei salari insufficienti, che strozzano sempre più famiglie. «Si affacciano nuovi rischi, derivanti dalle prospettive di ampio ricorso ai dazi, antica forma di prove di forza», ha detto il capo dello Stato, sottolineando come queste barriere possano «ostacolare il diritto alla salute, specialmente per i popoli più poveri». Un monito che arriva mentre le tensioni commerciali globali, da mesi, alimentano timori di rincari sui farmaci e sui dispositivi medici.
Ma il cuore del discorso di Mattarella, in occasione delle celebrazioni per il 1° maggio, è stato un altro: i conti in rosso degli italiani, schiacciati da stipendi fermi da anni. «L’Italia si distingue per una dinamica salariale negativa nel lungo periodo, con salari reali inferiori a quelli del 2008», ha denunciato, senza giri di parole. E se i dati sull’occupazione mostrano segnali incoraggianti – «il futuro del lavoro è già iniziato», ha osservato – resta irrisolta la questione della qualità del reddito. «Tante famiglie non reggono l’aumento del costo della vita», ha aggiunto, dipingendo un quadro in cui l’inflazione, seppure rallentata, continua a erodere il potere d’acquisto. Senza dimenticare i lavoratori migranti, per i quali ha rivendicato «salari equi», e le morti sul lavoro, definite «intollerabili» nell’indifferenza generale.




