Zaporizhzhia, raid russo su palazzi residenziali: almeno 12 morti, tre sono bambini
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Redazione Esteri
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I soccorritori ucraini hanno lavorato per l'intera giornata tra le macerie di due edifici residenziali nel cuore di Zaporizhzhia, colpiti all'alba da bombe aeree guidate lanciate dalle forze russe. Il bilancio provvisorio fornito dal capo dell'amministrazione militare regionale, Mykhailo Semikin, parla di almeno 12 civili uccisi, tra cui tre bambini, e di almeno 14 feriti, alcuni dei quali in condizioni critiche. Le operazioni di ricerca e salvataggio sono proseguite senza sosta, con squadre di emergenza che hanno estratto dalle macerie una donna rimasta intrappolata per più di otto ore.
Secondo quanto ricostruito dalle autorità locali, l'attacco è stato condotto con cinque ordigni plananti che hanno centrato in pieno il tessuto urbano della città industriale, situata a poche decine di chilometri dalla linea del fronte. Uno degli edifici colpiti, una palazzina di tre piani nel distretto di Shevchenkivskyi, è stato parzialmente raso al suolo: un'intera ala della struttura è crollata su se stessa, mentre le abitazioni circostanti hanno riportato danni significativi.
Le squadre di soccorso hanno lavorato con l'ausilio di mezzi meccanici per rimuovere lastre di cemento e detriti, nel tentativo di raggiungere eventuali superstiti ancora sepolti.
Il racconto di chi era sul posto
Tra i primi a essere estratti dalle macerie c'è una coppia di coniugi, trovati l'uno accanto all'altra e trasportati d'urgenza in ospedale. Solo in un secondo momento i sanitari hanno potuto comunicare loro che la figlia di sette anni, Lisa, non era sopravvissuta al crollo. Il nonno della bambina, Anatoliy Chumniy, è rimasto accanto al corpo della nipote per ore, in lacrime, ricordando che avrebbe compiuto gli anni alla fine del mese.
Un volontario presente sul luogo, Daniil Pichkin, ha raccontato di aver visto una donna, suo marito e un bambino rimasti sotto le macerie: due di loro sono stati salvati, ma per la più piccola non c'è stato nulla da fare.
Le autorità ucraine hanno dichiarato il giorno di lutto cittadino per domenica 11 ottobre. L'attacco rientra in una serie di bombardamenti che nelle ultime settimane hanno colpito duramente le aree residenziali di Zaporizhzhia e di altre città ucraine, con un bilancio complessivo di quasi ottanta civili uccisi in soli due giorni.
Lo scontro diplomatico tra Kiev e Washington
Sul piano diplomatico, la giornata è stata segnata da un duro scambio di accuse tra il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e l'amministrazione americana. Zelensky ha criticato aspramente l'accordo annunciato da Donald Trump con Vladimir Putin per consentire l'esportazione di diesel russo sui mercati internazionali, definendolo una decisione che fornisce al Cremlino risorse aggiuntive per finanziare la guerra.
Il presidente ucraino ha parlato di «milioni, miliardi» di dollari che finiranno nelle casse russe e ha sostenuto che la delegazione ucraina presente negli Stati Uniti per colloqui di pace è stata «usata come copertura».
Trump, dal canto suo, ha attaccato Kiev per i raid condotti con droni contro le raffinerie russe, sostenendo che tali operazioni contribuiscono all'aumento dei prezzi del carburante a livello globale. Il presidente americano ha poi rincarato la dose, affermando che «è tempo per l'Ucraina di eleggere un nuovo presidente» e suggerendo che Zelensky non abbia voluto raggiungere un accordo per porre fine al conflitto.
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