Israele, liberate quattro soldatesse rapite da Hamas

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   A Tel Aviv, la folla ha esultato all'annuncio della liberazione di quattro soldatesse israeliane, Karina Ariev, Daniella Gilboa, Naama Levy e Liri Albag, rapite da Hamas 477 giorni fa dalla base di Nahal Oz, situata a meno di un chilometro da Gaza. Le giovani, costrette a cucinare per i terroristi durante la prigionia, sono state liberate nell'ambito di un accordo di cessate il fuoco a Gaza e hanno riabbracciato le loro famiglie tra abbracci, baci, grida e lacrime di gioia.

Fin dal primo mattino, migliaia di persone si sono radunate a Hostages Square, indossando magliette gialle, il colore degli ostaggi, sopra i giubbotti invernali, per mostrare la scritta in ebraico "non siete sole". Il messaggio era rivolto non solo alle quattro soldatesse liberate, ma anche agli altri 90 rapiti ancora a Gaza. Le immagini diffuse dall'IDF mostrano Liri Albag, Karina Ariev, Daniella Gilboa e Naama Levy mentre riabbracciano i loro cari, con i corpi che si intrecciano e si stringono, le mani che si agganciano come lucchetti, i volti accarezzati e le lacrime che scorrono copiose.

Shira Albag, madre di Liri, ha parlato al telefono con il primo ministro Benjamin Netanyahu poche ore dopo il rilascio della figlia, esprimendo gratitudine per il sostegno ricevuto dai cittadini israeliani e dai soldati dell'IDF. "Con tutto quello che hanno passato, sono eroi, sono eroi e tutti meritano di tornare a casa", ha dichiarato la donna al premier.

Le quattro soldatesse, rapite mentre erano ancora in pigiama, sono finalmente tornate a casa, lontane dai tunnel, dai nascondigli e dalle bombe.

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