La Lazio e il blocco del mercato: la ricostruzione di Gravina sotto accusa
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Redazione Sport
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Le dichiarazioni del presidente della Figc, Gabriele Gravina, riguardo alle sanzioni che hanno colpito la Lazio nel mercato estivo, sono state giudicate «parziali e fuorvianti» da fonti interne agli organismi di controllo. Secondo quanto riportato dall’Adnkronos, la ricostruzione secondo cui «le regole sarebbero chiare da due anni» non corrisponderebbe alla realtà, poiché l’iter normativo tra il dicembre 2023 e il maggio 2025 avrebbe subito modifiche non trascurabili.
Il club biancoceleste, penalizzato dagli indicatori finanziari sforati, si trova ora impossibilitato a registrare nuovi acquisti, una condizione che costringe la società a puntare tutto sulla continuità. Il presidente Claudio Lotito, per placare le proteste della piazza, ha assicurato di aver respinto offerte importanti per giocatori come Castellanos, Tavares e Guendouzi, fondamentali per il progetto di Maurizio Sarri. Proprio il tecnico toscano, tornato sulla panchina della Lazio dopo un primo ciclo interrotto anche da divergenze di mercato, dovrà fare di necessità virtù, lavorando su una squadra che al momento non può essere rinforzata.
Intanto, la dirigenza valuta la possibilità di puntare su svincolati, unica strada percorribile per tamponare le carenze della rosa. Con tredici giorni di ritiro a disposizione, Sarri cercherà di ripristinare quell’ordine tattico e quella compattezza che due stagioni fa portarono la Lazio a un sorprendente secondo posto. Ma le difficoltà non finiscono qui: la partenza di alcuni giocatori convocati per la Coppa d’Africa rischia di complicare ulteriormente la preparazione, lasciando la squadra a corto di pezzi in un momento già delicato.




