Stellantis propone ai lavoratori Maserati di produrre la Grande Panda in Serbia

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Stellantis, il colosso automobilistico nato dalla fusione tra Fiat Chrysler e Peugeot, ha avanzato una proposta inedita ai quasi 200 lavoratori Maserati dello stabilimento di Modena, da mesi in cassa integrazione a zero ore. L’offerta, confermata dalla segretaria della Fiom Modena, Stefania Ferrari, prevede un trasferimento temporaneo, su base volontaria, di sei mesi nello stabilimento serbo di Kragujevac, dove verrà prodotta la nuova Fiat Panda. Una soluzione che, seppur reale e volontaria, secondo Ferrari «non può certo essere la risposta definitiva» alla crisi che attanaglia il marchio del Tridente.

La proposta arriva in un momento delicato per Maserati, alle prese con un calo delle vendite, una riduzione degli investimenti e l’interruzione di progetti chiave, come quello della MC20 elettrica. La cassa integrazione, ormai prolungata, ha creato un clima di incertezza tra i dipendenti, costretti a fare i conti con una situazione che sembra lontana dal risolversi. L’idea di trasferirsi in Serbia, a oltre 1.000 km da Modena, rappresenta un’opzione che, pur non essendo obbligatoria, solleva non poche perplessità.

Kragujevac, città industriale a sud di Belgrado, ospita uno degli stabilimenti storici di Fiat in Serbia, dove già in passato sono state prodotte versioni della Panda. Il trasferimento, se accettato, implicherebbe per i lavoratori non solo un adattamento a un contesto culturale e linguistico diverso, ma anche un cambio radicale di mansioni, passando dalla produzione di auto di lusso a quella di un’utilitaria. Un salto non da poco, che potrebbe risultare poco appetibile per molti, nonostante la situazione di stallo in cui versano.

La proposta di Stellantis, definita da alcuni come una mossa “fantasiosa”, arriva dopo che, pochi mesi fa, ai dipendenti Maserati era stata offerta l’opportunità di acquistare a prezzo scontato una supercar del marchio. Un’iniziativa che, se da un lato aveva suscitato ironia, dall’altro aveva messo in luce la difficoltà dell’azienda a trovare soluzioni concrete per i suoi lavoratori.

La Fiom, da parte sua, pur riconoscendo che si tratta di un’opzione volontaria, ha espresso dubbi sulla reale efficacia di questa proposta, sottolineando come il problema della crisi strutturale di Maserati non possa essere risolto con trasferte temporanee all’estero. La situazione, del resto, riflette una tendenza più ampia nel settore automobilistico, dove la riconversione produttiva e la riduzione dei costi stanno portando a scelte spesso controverse.

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