Trump mostra un fake a Ramaphosa: il video sulle stragi di bianchi in Sudafrica è del Congo
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Redazione Esteri
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L’incontro tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il suo omologo sudafricano Cyril Ramaphosa ha preso una piega grottesca quando il tycoon ha brandito uno screenshot di un video, sostenendo che dimostrasse il presunto genocidio di agricoltori bianchi in Sudafrica. Peccato che l’immagine, stampata su carta e mostrata con toni accusatori, non avesse nulla a che fare con il Paese africano: il filmato, realizzato dall’agenzia Reuters, ritraeva invece un episodio di violenza nella Repubblica Democratica del Congo, risalente al 3 febbraio scorso.
«Non c’è nessun genocidio», ha ribattuto Ramaphosa, che ha cercato di smontare la tesi di Trump senza alzare la voce, mentre lo Studio Ovale sembrava trasformarsi in un ring. Non è la prima volta che il presidente americano utilizza quel luogo simbolo del potere per mettere sotto pressione i leader stranieri: già con Volodymyr Zelensky aveva inscenato un’imboscata mediatica, e ora la strategia si ripete.
I media sudafricani, intanto, hanno ironizzato sull’episodio. «Cyril sopravvive al circo», ha titolato il Mail & Guardian, mentre il Daily Maverick ha parlato di un «summit delle salsicce boere», sottolineando come Ramaphosa, ex pupillo di Nelson Mandela, sia uscito dall’incontro apparentemente soddisfatto, nonostante il clima teso. Persino la dieta è stata sacrificata in nome della diplomazia: il presidente sudafricano, 72 anni, ha confessato di essersi concesso «un ottimo dolce» dopo tre ore di confronto serrato.
Quella del presunto sterminio dei bianchi in Sudafrica è una teoria priva di fondamento, spesso strumentalizzata da gruppi estremisti. Trump, che in passato aveva già citato la questione in modo controverso, ha scelto di riproporla senza verificare l’autenticità del materiale utilizzato. Un dettaglio non da poco, considerando che la Casa Bianca dovrebbe essere il palcoscenico di relazioni internazionali basate su dati concreti, non su bufale.




