«Rosa Elettrica», Maria Chiara Giannetta contro tutti: dimenticate Blanca, qui si fa sul serio
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Redazione Cultura e Spettacolo
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C’è un momento, nella carriera di un attore, in cui il cambio di pelle diventa non solo necessario ma quasi un atto di sopravvivenza artistica. Maria Chiara Giannetta, che il grande pubblico ha imparato a conoscere nei panni della poliziotta ipovedente di «Blanca», sembra averlo riconosciuto con nettezza: la nuova serie «Rosa Elettrica», in arrivo su Sky e in streaming su NOW dall’8 maggio, la vede protagonista di una trasformazione radicale, lontana anni luce dai toni malinconici e solari della fiction genovese. Qui, spiega il trailer diffuso nelle scorse ore, si fa sul serio: niente roomate simpatiche o indagini consolatorie, ma una fuga a rotta di collo per l’Italia, un’agente sotto copertura alle prime armi e un boss pentito della camorra da scortare. La scommessa, insomma, è tutta sul crinale del thriller on-the-run, un genere che nel panorama seriale nostrano si conta ancora sulle dita di una mano.
Rosanna, o forse Rosa: l’altra identità di un’agente inesperta
Il personaggio che Giannetta interpreta si chiama Rosanna Ilaria Donato, ma per tutti è Rosa, oppure «Rosa Elettrica» – un soprannome che viene da lontano, da un passato trascorso tra le consolle e le piste da ballo, quando la musica elettronica era il suo vero linguaggio. Oggi, però, quella ragazza ha mollato i cavi e i mixer per indossare una divisa: è una recluta del Nucleo Protezione Testimoni, e brucia dalla voglia di vedersi assegnare il primo incarico. Quando le affibiano Cocìss – un giovanissimo boss della camorra, imprevedibile e appena pentito, interpretato da Francesco Di Napoli – la sua perplessità è palpabile. Perché proprio lei, così verde, per una missione così esplosiva? La risposta, suggeriscono le prime immagini, non è rassicurante: forse perché nessuno dei più esperti voleva quel rischio, o forse perché qualcuno, nell’ombra, ha già deciso che Rosa è sacrificabile. Quel che è certo è che i due, agente e protetto, hanno una cosa sola in comune: i nemici, quelli veri, che li inseguono senza tregua.
Tratto da Simi, prodotto da Sky: le radici letterarie di una fuga senza sosta
La serie, che porta la firma di Sky Original, non nasce dal nulla: è tratta dal romanzo di Giampaolo Simi, scrittore abituato a muoversi con agilità tra suspense e psicologia. La trasposizione televisiva – lo si capisce dal trailer – sembra voler mantenere intatta l’ossatura del libro, quella sensazione di pericolo imminente che non lascia respiro né ai personaggi né a chi li guarda. E proprio in questo frangente, la Giannetta gioca la sua carta più audace: cancellare ogni traccia di Blanca, la sua eroina gentile e un po’ fragile, per sostituirla con una donna che corre, che mente, che si sporca le mani. Non ci sono tempi morti, a giudicare dalle anticipazioni; si viaggia in auto di notte, si cambia città ogni poche ore, si impara a diffidare di tutti – compresi quelli che dovrebbero proteggerti.
Un thriller on-the-road senza rete: quando la protezione diventa trappola
Il nucleo narrativo, del resto, è semplice nella sua brutalità: un testimone di giustizia, un’agente inesperta, una serie di inseguitori che sanno sempre dove trovarli. La domanda che «Rosa Elettrica» sembra porsi – senza mai enunciarla troppo chiaramente – è se si possa davvero ricominciare quando hai smesso di fare la disc jockey per diventare una pedina dello Stato. La sceneggiatura, a giudicare dai materiali diffusi, gioca molto sull’isolamento geografico e psicologico dei due fuggiaschi: non c’è una comunità che li accolga, non c’è un finale già scritto. C’è solo l’asfalto, la benzina, e la consapevolezza che un errore – una sola deviazione – potrebbe costare la vita. L’appuntamento è per l’8 maggio, in esclusiva su Sky e in streaming su NOW, con la promessa (mai dichiarata ma implicita) che di Blanca, per un po’, non si sentirà più parlare.




