“Rosa Elettrica”, la fuga on the road di Maria Chiara Giannetta firmata dal compagno Davide Marengo

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   C’è un filo sottile che lega la vita privata di Maria Chiara Giannetta al suo nuovo personaggio, ma forse non è quello che molti immaginavano. Dopo mesi di insinuazioni e voci, alcune delle quali volevano l’attrice legata sentimentalmente al collega Maurizio Lastrico – circostanza che lei stessa ha recentemente smentito con fermezza durante la sua apparizione allo “GialappaShow”, definendo quella con l’attore genovese una semplice amicizia – la protagonista di “Blanca” ha finalmente rotto il silenzio sulla sua storia più duratura. Già nel 2022, in un’intervista che aveva sorpreso i fan per la sua sincerità, la Giannetta aveva confessato di non essere affatto single, rivelando anzi di avere una relazione consolidata da oltre cinque anni con Davide Marengo, regista napoletano dal curriculum di tutto rispetto (si ricordano, tra i suoi lavori, “Il Commissario Manara”, “Boris 3” e la recente “Vanina”) e che, guarda caso, è proprio il regista della sua nuova avventura professionale.

Un thriller on-the-road con cuore al femminile

Disponibile da oggi su Sky e in streaming su Now, “Rosa Elettrica – In fuga con il nemico” segna quindi un doppio ritorno sul set per la coppia: lui dietro la macchina da presa, lei davanti. La serie, liberamente tratta dai romanzi di Giampaolo Simi, abbandona le atmosfere di “Blanca” per tuffarsi in un thriller dinamico che i produttori definiscono “on-the-run”. La trama segue le vicende di Rosa (interpretata dalla Giannetta), una giovane e inesperta agente del Programma Protezione Testimoni, incaricata di scortare Cocìss, un baby boss della Camorra interpretato da Francesco Di Napoli. Quello che sembra un trasferimento di routine si trasforma ben presto in una disperata fuga attraverso l’Italia: Rosa, fiutando un’anomalia nell’operazione, decide di non fidarsi dei suoi superiori e scappa insieme al pentito. Il viaggio diventa un percorso accidentato a colpi di inseguimenti e colpi di scena, mescolando la tensione tipica del noir a inaspettate sfumature di commedia.

Dalla Campania al Trentino, un viaggio nei luoghi dell’anima

Le location scelte per questo road movie televisivo non sono affatto casuali, anzi, diventano esse stesse protagoniste della narrazione. La produzione ha deciso di attraversare letteralmente lo Stivale, seguendo il percorso interiore dei personaggi. Si parte dalla Campania, con la sua luce cruda e i vicoli di Napoli che fanno da sfondo agli affari del clan, per spostarsi poi in Emilia Romagna; qui, le suggestive diramazioni del Delta del Po ospitano alcune delle sequenze più cupe della fuga. Il viaggio si conclude infine in Trentino Alto Adige, precisamente a Merano e in Val d’Ultimo, dove le maestose architetture liberty di Villa Hartungen e il paesaggio aspro delle montagne offrono un contrasto visivo potente con la borghesia malavitosa da cui i protagonisti cercano di fuggire. È un viaggio fisico, certo, ma la regia di Marengo lo trasforma soprattutto in un’esplorazione interiore, dove il confine tra legge e criminalità si assottiglia pericolosamente.

Dietro le quinte di una produzione senza sosta

Realizzare una serie che si snoda da un capo all’altro della penisola ha rappresentato una sfida logistica notevole per la squadra guidata da Sky Studios e Cross Productions. L’approccio, come raccontato dagli addetti ai lavori, è stato quello di un vero e proprio “circo viaggiante”: si piantano le tende in una regione, si gira, e si riparte immediatamente. Questa frenesia, voluta e ricercata dal regista, trasuda letteralmente dal fotogramma, regalando alla serie quella patina di “sporco” e autenticità che manca spesso ai thriller patinati. La sceneggiatura, affidata a una writers’ room tutta al femminile, cerca di dare voce a una generazione di trentenni in bilico tra insicurezze croniche e scelte di vita improvvise. Rosa, la protagonista, non è l’eroina impeccabile che ci si aspetterebbe: soffre d’ansia, non supera le esercitazioni, eppure si trova a dover prendere decisioni da cui dipendono le sorti di chi la segue. Un ritratto complesso che la Giannetta cesella con cura, dimostrando, dopo “Blanca”, una versatilità non comune.

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