Oliver Solberg domina il Rally Estonia al debutto con la Toyota, Neuville penalizzato mentre Evans scala
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Redazione Sport
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Oliver Solberg, che in questo fine settimana ha debuttato al volante di una Rally1 con Toyota Gazoo Racing, ha scritto una pagina di storia nel mondiale rally vincendo il Rally Estonia con un’autorità tale da lasciare poco spazio ai dubbi. Il norvegese, figlio d’arte e già sotto i riflettori per il suo talento precoce, ha chiuso la gara con nove prove speciali vinte su venti, staccando il secondo classificato, Ott Tänak, di oltre ventisei secondi. Un risultato che, oltre a segnare il suo ritorno trionfale nella classe regina dopo l’esperienza non sempre felice con Hyundai, sembra aver definitivamente archiviato le critiche di chi lo considerava ancora acerbo per competere al massimo livello.
La terza e ultima tappa, inaugurata sotto una pioggia battente, ha visto Solberg confermare la sua superiorità vincendo sia la PS18 che la PS19, quest’ultima valida anche come Power Stage. Un doppio scratch che ha reso ancor più netto il distacco dai rivali, mentre Thierry Neuville, penalizzato da un errore nella gestione della vettura, ha perso terreno consentendo a Elfyn Evans di agguantare la sesta posizione. Tänak, pur mantenendo il secondo posto, non è riuscito a insidiare il leader, dimostrando come Solberg abbia gestito la gara con una maturità inaspettata per un pilota al suo esordio con una vettura di tale potenza.
Quello che colpisce, al di là del risultato, è la progressione del giovane norvegese, costretto negli ultimi anni a ripartire dal WRC-2 dopo l’addio non proprio glorioso alla Hyundai. Oggi, però, Solberg sembra aver metabolizzato quelle esperienze, trasformandole in un bagaglio tecnico e mentale che gli ha permesso di dominare una prova insidiosa come l’Estonia, dove pioggia e cambi di grip hanno messo a dura prova anche i più esperti.




