Il rally di Croazia morde Pajari: foratura fatale alla PS14, Neuville ne approfitta e scappa via
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Redazione Sport
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La PS14 “Generalski Stol – Zdihovo 2”, nel contesto di un rally di Croazia già reso insidioso da un asfalto che cambia consistenza a ogni passaggio, si è trasformata in una trappola senza appello per Sami Pajari. Il finlandese, che fino a quel momento aveva condotto la classifica generale con la sicurezza di chi sembrava aver trovato il giusto compromesso tra attacco e gestione delle gomme, ha visto svanire in un chilometro il vantaggio accumulato con tanta pazienza. Una foratura, secca e improvvisa, lo ha costretto a procedere a velocità ridotta per un tratto decisivo, regalando a Thierry Neuville – e alla sua Hyundai i20 N – l’occasione per scavalcare il rivale e issarsi al comando. Quella che nelle intenzioni del giovane pilota della Toyota doveva essere una prova di amministrazione si è rivelata invece una “lotteria” crudele, termine che lui stesso ha usato nel descrivere l’accaduto, quasi a sottolineare l’impotenza di chi si trova a subire un imprevisto indipendente dalla propria abilità.
Prova massacrante, forano tutti: il meteo e le pietre affilate fanno selezione
Non è stato un caso isolato, quello capitato a Pajari. La PS14 ha messo in ginocchio gran parte del serpentone dei partenti, con diverse vetture costrette a fermarsi ai lati della strada per cambiare uno pneumatico o, nei casi più sfortunati, per riparare danni sospensivi provocati da buche nascoste dall’ombra degli alberi. Se il finlandese ha pagato il prezzo più alto in termini di posizioni perse – ed è da lì che Neuville, con la sua esperienza, ha saputo spingere senza commettere errori – altri piloti hanno comunque visto compromesse le loro rimonte. Il belga, dal canto suo, ha evitato qualsiasi rischio nei curvoni veloci dove il manto stradale tagliato dalle piogge dei giorni precedenti ha lasciato solchi insidiosi, preferendo allungare in staccata quando la traiettoria sembrava più pulita. Un calcolo, il suo, che ha premiato la costanza più che la velocità pura.
Oliver Solberg si mangia le mani: l’errore nella prima tappa che pesa come un macigno
A fare da contraltare alla gioia di Neuville, se così si può chiamare la soddisfazione di chi eredita una leadership più per disgrazia altrui che per merito proprio, c’è il rammarico di Oliver Solberg. Il pilota della Toyota, va ricordato, aveva mostrato nella mattinata della seconda tappa un passo addirittura superiore a quello dei primi in classifica; peccato che quel passo, nella PS14 come nella precedente, fosse ormai solo un esercizio di stile. Solberg, infatti, non ha potuto lottare per la vittoria finale già dal venerdì, quando dopo meno di cinque chilometri dalla partenza della prima prova speciale ha sbattuto con il posteriore della sua Yaris, compromettendo irrimediabilmente l’assetto. Una disavventura che lo costringe ora a rincorrere tempi e posizioni senza alcuna speranza di podio, ma con la possibilità – è questa la sua unica consolazione – di accumulare chilometri e dati per le prossime sfide su asfalto.
Evans e l’addio al comando: un secondo ritiro consecutivo che fa rumore nel mondiale
Ancora più clamoroso, sotto il profilo della lotta per il titolo, è stato l’epilogo riservato a Elfyn Evans. Il leader del campionato, che a Zagabria aveva iniziato nel migliore dei modi vincendo le prime due speciali e costruendosi un margine di 15 secondi e 8 decimi, è stato letteralmente “colto di sorpresa” – usando la sua stessa espressione – da una curva che ha tradito le sue aspettative. L’uscita di scena, avvenuta nella terza prova speciale, ha azzerato il suo vantaggio e lo ha costretto a un secondo ritiro consecutivo, un dato statistico che gli addetti ai lavori faticano a giustificare con la sola sfortuna. A differenza di Solberg, il gallese non ha nemmeno potuto assaporare la rimonta; per lui, la gara è finita prima ancora che il sole raggiungesse lo zenit. Neuville, da par suo, non ha dovuto fare altro che restare in traiettoria, approfittando dei disastri altrui. Un copione, questo, che il mondiale di specialità 2026 ha già visto altre volte, ma che in Croazia ha assunto i contorni di una resa dei conti anticipata.




