Neuville, il ko a un passo dal traguardo: “Ho avuto sottosterzo”
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Redazione Sport
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Non c’è, forse, immagine più cruda della fragilità di questo sport di un’auto ferma contro un muretto a poche centinaia di metri dalla bandiera a scacchi. L’ultima speciale del Croatia Rally 2026, la Power Stage che doveva essere una semplice passerella, si è trasformata in un vero e proprio teatro dell’assurdo per Thierry Neuville. Il belga, che insieme a Martijn Wydaeghe aveva letteralmente in tasca una vittoria che mancava da inizio stagione per la Hyundai, ha gettato al vento un vantaggio che superava il minuto abbondante, finendo vittima di un errore tanto banale quanto devastante in una curva a destra. A beneficiarne, in un colpo di scena che rimarrà negli annali, è stato Takamoto Katsuta, il giapponese della Toyota che si è visto recapitare il secondo successo consecutivo dopo il Safari Rally del Kenya senza praticamente dover spingere, ereditando anche la testa del mondiale piloti.
L’analisi dell’errore: sottosterzo e un muretto fatale
Quando Neuville è sceso dall’abitacolo della i20 N Rally1, i suoi occhi raccontavano più di qualsiasi parola potesse uscire dalla sua bocca. Capelli scompigliati e sguardo vitreo, il campione del mondo in carica (titolo conquistato nel 2024) ha dovuto fare i conti con l’inspiegabile. “Ho avuto sottosterzo”, ha spiegato ai microfoni, ricostruendo quei fatali istanti in cui la vettura, invece di rispondere al volante, ha continuato a viaggiare dritta verso l’esterno della traiettoria. La dinamica è stata fulminea: per evitare di scivolare via del tutto, Neuville ha alzato il piede dall’acceleratore, ma il muso della macchina ha comunque impattato contro un blocco di cemento, distruggendo la sospensione anteriore destra. “Abbiamo colpito qualcosa con la ruota, che ha rotto il cerchio, e da lì sono seguiti ulteriori danni”, ha aggiunto, evidenziando come un piccolo inconveniente tecnico si sia trasformato in una catastrofe sportiva. La riparazione di fortuna, tentata direttamente sul palcoscenico della prova speciale, si è rivelata vana: oltre venti minuti persi, un’eternità in un mondiale dove i distacchi si misurano in decimi di secondo.
Le parole a caldo e lo strazio di una squadra
Impossibile non cogliere la disperazione nelle sue dichiarazioni, rilasciate a caldo mentre il cronometro continuava a scorrere beffardo. “Posso solo chiedere scusa a tutte le persone coinvolte”, ha esordito Neuville, assumendosi la piena responsabilità di un crollo che sembrava psicologicamente insuperabile. La sua voce, rotta dalla fatica e dalla rabbia, non cercava alibi né circostanze attenuanti, limitandosi a constatare un fatto lapalissiano: “Questo non dovrebbe accadere”. Il riferimento, seppur implicito, è a un margine di sicurezza che lui stesso aveva costruito nei due giorni precedenti, gestendo la gara con la freddezza di un veterano dopo il ritiro dei rivali diretti Elfyn Evans e Oliver Solberg. In casa Hyundai Motorsport, la delusione è stata palpabile: la vettura correva con una livrea tributo alla memoria del compianto Craig Breen, un particolare che rende l’epilogo di questa quarta tappa del WRC 2026 ancora più doloroso per l’intero box di Alzenau.
Un podio ribaltato e la rimonta dei toyota
L’uscita di scena di Neuville ha ridisegnato completamente la classifica di questa prima prova interamente asfaltata del mondiale. Dal nulla, il giapponese Katsuta si è ritrovato a festeggiare il bis dopo il Kenya, senza nemmeno crederci fino al momento dell’intervista finale, mentre il finlandese Sami Pajari – che aveva già perso la testa della corsa a causa di una foratura nel corso della seconda tappa – è stato promosso al secondo posto, regalando alla Toyota Gazoo Racing l’ennesima doppietta stagionale. Una boccata d’ossigeno per Hayden Paddon, terzo al traguardo, che ha regalato al costruttore coreano un piazzamento che sa più di consolazione che di vera vittoria, dato che il neozelandese non saliva sul podio addirittura dal lontano 2018. La classifica piloti ora vede Neuville scivolare in basso, costretto a digerire un errore che peserà come un macigno sul prosieguo della stagione, dove la superiorità mostrata finora dalla Toyota sembrava avere trovato finalmente un ostacolo insormontabile nel pilota belga.




