Ogier vince l’Acropoli, Neuville tradito dalle gomme nel duello greco

Ogier vince l’Acropoli, Neuville tradito dalle gomme nel duello greco
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Redazione Sport Redazione Sport   -   Sébastien Ogier ha centrato il secondo successo stagionale nel WRC, imponendosi al Rally dell’Acropoli al termine di un testa a testa che ha infiammato le prove greche e che si è risolto solo nel finale, grazie a una doppia foratura che ha condannato Thierry Neuville. Il francese, al volante della Toyota Gr Yaris, ha così inanellato la 69esima vittoria in carriera e l’undicesima in 26 gare da quando ha compiuto 40 anni, un primato che sottolinea una longevità da fuoriclasse assoluto.

Il vantaggio finale di 58,3 secondi sul belga della Hyundai i20 N racconta però solo in parte una sfida che era rimasta in bilico fino alla domenica, quando il distacco tra i due era di appena 4,1 secondi a favore di Neuville prima delle ultime quattro prove.

Il campione del mondo in carica, che aveva già trionfato ad Atene nel 2022 e nel 2024, ha visto sfumare la terza affermazione consecutiva sullo sterrato ellenico a causa di due forature consecutive che lo hanno costretto a perdere secondi preziosi e a cedere la leadership a Ogier, il quale invece ha gestito con chirurgica precisione il margine accumulato, senza mai forzare oltre il necessario.

Il duello senza respiro tra Toyota e Hyundai

Venerdì e sabato i due equipaggi, composti da Ogier con Vincent Landais e da Neuville con Martijn Wydaeghe, non si sono mai separati per più di undici secondi, offrendo uno spettacolo avvincente sulle durissime prove sterrate che caratterizzano l’Acropoli, storicamente tra le più impegnative del calendario mondiale. La leadership è cambiata più volte, con il belga che sembrava avere il ritmo giusto per contenere gli assalti del pluricampione francese, il quale però ha saputo rimanere sempre nella scia, sfruttando ogni minima incertezza dell’avversario.

La domenica, con i primi tre passaggi, Neuville ha provato ad allungare, ma la sua Hyundai non è riuscita a mettere un cuneo decisivo tra sé e la Toyota del diretto inseguitore, mantenendo un margine che appariva comunque fragile. Ogier, dal canto suo, ha continuato a macinare decimi su decimi, consapevole che la lunghezza del rally e le insidie del fondo roccioso avrebbero potuto giocare a suo favore, come in effetti è accaduto nelle fasi conclusive.

Il sorpasso decisivo è arrivato quando il campione belga ha subito il primo cedimento dello pneumatico posteriore sinistro, seguito a breve distanza da un secondo foro che lo ha costretto a completare l'ultima prova speciale con un ritmo notevolmente ridotto, spalancando a Ogier le porte del successo.

I 25 punti del successo e i bonus del Power Stage

Il francese ha conquistato il massimo punteggio disponibile in questa ottava prova iridata del 2026, aggiungendo ai 25 punti della vittoria i 5 riservati alla domenica e i 5 del Power Stage finale, un bottino pieno che lo rilancia prepotentemente nella corsa al titolo mondiale.

La Toyota Gr Yaris ha mostrato ancora una volta un'affidabilità straordinaria, consentendo al suo pilota di spingere senza timori negli ultimi chilometri, mentre Neuville, nonostante la doppia foratura, è riuscito comunque a limitare i danni e a salire sul secondo gradino del podio, confermando la competitività della Hyundai i20 N anche su un terreno storicamente favorevole alla casa giapponese.

L'epilogo della gara, tuttavia, ha lasciato un retrogusto amaro nella compagine coreana, che aveva pianificato una strategia aggressiva per contrastare il rivale e che si è vista sfuggire il successo a pochi chilometri dal traguardo, vanificando un vantaggio costruito con pazienza nelle due giornate precedenti. Ogier, dal canto suo, ha dedicato il trionfo al suo copilota Landais e a tutta la squadra, sottolineando come l'esperienza e la gestione degli eventi imprevisti abbiano fatto la differenza in un rally dove ogni errore, meccanico o di guida, viene puntualmente punito.

Penalità in serata: McErlean e Fourmaux retrocedono

La serata di domenica ha riservato un ulteriore scossone alla classifica, quando i commissari sportivi della FIA hanno inflitto un minuto di penalità a Josh McErlean e ad Adrien Fourmaux, una decisione che ha modificato le posizioni finali della gara greca. Dai controlli effettuati tramite le telecamere è emersa un'infrazione comune ai due piloti, una violazione del regolamento che ha portato alla retrocessione e che ha acceso ulteriormente il dibattito sulle procedure di verifica post-gara.

La sanzione, piombata a sorpresa dopo l'arrivo, ha rimescolato le carte nella parte medio-bassa della graduatoria, dimostrando come il Rally dell'Acropoli continui a fare notizia anche a bandiere abbassate e come il lavoro dei commissari sia sempre più attento ai minimi dettagli. Per McErlean e Fourmaux si tratta di un colpo duro, perché i secondi persi penalizzano un risultato che sembrava acquisito e che ora dovrà essere rivisto alla luce delle motivazioni ufficiali, che verranno rese note nei prossimi giorni.

La corsa greca, insomma, non ha smesso di riservare sorprese nemmeno dopo il traguardo, confermando la sua fama di appuntamento imprevedibile e carico di tensione, dove la lotta in pista si mescola spesso con le decisioni dei giudici di gara.

Un trionfo che sa di rivincita per il nove volte iridato

Per Sébastien Ogier, che non vinceva l'Acropoli dal lontano 2011, quando ancora correva con la Citroen, il ritorno al successo sulla terra greca ha un sapore speciale, quasi di rivalsa verso un evento che gli era stato avverso nelle ultime apparizioni. Il francese, che non ha mai nascosto la sua predilezione per le prove selettive e tecniche, ha saputo interpretare perfettamente le insidie del tracciato, dosando l'aggressività e attendendo il momento giusto per colpire, senza mai cedere alla tentazione di forzare oltre il limite.

La vittoria numero 69 in carriera lo avvicina ulteriormente ai record assoluti della disciplina, ma soprattutto lo proietta nella lotta per il titolo 2026 con un'autorità che pochi avrebbero pronosticato a inizio stagione, viste le prestazioni altalenanti delle prime uscite.

Il margine costruito sugli avversari, in particolare su un Neuville che ha pagato a caro prezzo la scelta di spingere al massimo su un fondo così insidioso, è un segnale chiaro per tutti i rivali: il nove volte campione del mondo è ancora in grado di fare la differenza quando conta, e l'Acropoli ha fornito l'ennesima prova della sua classe immutata. Con questo risultato, il pilota Toyota si candida a ruolo di protagonista anche per le prossime tappe del mondiale, forte di un pacchetto tecnico affidabile e di un'esperienza che gli consente di leggere le gare con una lucidità fuori dal comune.

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