Spoltore, l’esondazione del fiume Pescara e lo sfollamento di 300 persone: la macchina dei soccorsi resta in moto

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Sono almeno trecento le persone che, a Santa Teresa di Spoltore, hanno dovuto fare i conti con la furia dell’acqua. Circa ottanta famiglie, per la precisione, sono state letteralmente costrette ad abbandonare in fretta e furia le proprie abitazioni dopo che il livello del fiume Pescara, gonfio per le incessanti piogge degli ultimi giorni, ha superato ogni limite di sicurezza invadendo l’area urbana. Lo sgombero, scattato nella mattinata di oggi, ha richiesto l’intervento immediato dei soccorsi, con i vigili del fuoco costretti a muoversi tra gli edifici allagati usando i gommoni per raggiungere i residenti rimasti intrappolati.

Un centro di coordinamento in funzione notte e giorno

La regia delle operazioni, va detto, è affidata a una struttura ben oliata. Il Centro Coordinamento Soccorsi, istituito presso la Prefettura di Pescara, è operativo senza soluzione di continuità dalle ore 22 del 31 marzo. Un lavoro, il suo, che procede incessantemente per monitorare un’emergenza determinata dalle avverse condizioni meteorologiche che hanno messo in ginocchio l’intero comprensorio. Dalle verifiche effettuate finora, emergono criticità diffuse non solo lungo l’asta principale del Pescara ma anche sui corsi minori, come testimoniano le esondazioni dei fiumi Giardino e Aterno a Popoli Terme, dove l’acqua ha creato non pochi grattacapi alla viabilità locale.

I segnali di un graduale miglioramento

Le immagini che arrivano dalla città, se confrontate con il caos di ieri, mostrano comunque un quadro in evoluzione. I video girati alle prime luci dell’alba di oggi, 3 aprile, rivelano che l’acqua si è ritirata in diverse zone, restituendo alla vista strade e marciapiedi che solo ventiquattr’ore prima sembravano laghi. Il livello del fiume, sebbene rimanga ancora elevato e tale da tenere tutti col fiato sospeso, mostra infatti un graduale e lieve calo dopo le punte massime raggiunte nei giorni scorsi. Un miglioramento, va sottolineato, che non deve trarre in inganno: la situazione della viabilità rimane pesantemente condizionata, con allagamenti ancora diffusi e numerose chiusure di ponti, sottopassi e strade provinciali che rendono gli spostamenti un vero e proprio rompicapo.

I danni collaterali e la gestione dell'emergenza idrica

L’emergenza non si esaurisce però con la semplice fuoriuscita dei fiumi. L’attenzione dei tecnici, in queste ore, è concentrata anche sul monitoraggio costante degli scarichi delle dighe di Penne e Alanno. Fortunatamente, nel corso della notte, i volumi d’acqua rilasciati da questi invasi sono progressivamente diminuiti, riducendo la pressione idraulica sui tratti a valle. A complicare il quadro, poi, si aggiunge l’interruzione della fornitura idrica che ha colpito diversi comuni del Pescarese, tra i quali figurano Cappelle sul Tavo, Collecorvino e naturalmente la stessa Spoltore. Un problema serio, quest’ultimo, che ha costretto i soccorritori a rifornire persino l’ospedale di Penne tramite autobotti pur di garantire la continuità dei servizi essenziali alla popolazione.

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