Sotto le nuvole, Gianfranco Rosi racconta le vite precarie ai piedi del Vesuvio

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Mentre a Venezia migliaia di persone, in una manifestazione per la Palestina libera, chiedevano la fine del conflitto, ignorando per una volta privilegi e accrediti sotto lo sguardo vigile delle forze dell'ordine, alla Mostra del Cinema veniva presentato in concorso «Sotto le nuvole», l'ultimo lavoro del regista Gianfranco Rosi. Il film, che uscirà nelle sale il 18 settembre distribuito da 01 Distribution, offre una rilettura in bianco e nero della Napoli contemporanea, scavando nelle esistenze di chi abita una terra sospesa su una vasta area vulcanica.

Attraverso un percorso che fonde passato e presente, Rosi compone un affresco della complessità umana e geologica del Golfo di Napoli, una zona fatta di storia, contraddizioni e vulcani attivi. La sua macchina da presa si muove, con uno sguardo insieme distaccato e partecipe, tra le vite di coloro che convivono con il perenne rischio sismico, dove la terra talvolta trema e le fumarole dei Campi Flegrei segnano costantemente l'aria.

Il regista, già premiato con il Leone d’Oro e l’Orso d’Oro e candidato agli Oscar, sceglie di allontanarsi dall'iconografia solare e conviviale della città per indagare le ombre e le inquietudini di un territorio unico. Il risultato è un documentario che, evitando facili folklorismi, restituisce la potenza arcana di un mistero geologico e umano che non può essere decifrato, ma solo osservato nella sua maestosa e a volte crudele imprevedibilità.

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