Gianfranco Rosi porta a Venezia 'Sotto le nuvole', un viaggio in bianco e nero nella Napoli senza tempo

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Gianfranco Rosi, il cui ‘Sacro GRA’ conquistò, nel 2013, il Leone d’oro sotto la guida di Bernardo Bertolucci, segnando una svolta storica per il cinema documentario, fa il suo atteso ritorno in Laguna con ‘Sotto le nuvole’, presentato in concorso all’ottantaduesima Mostra del Cinema di Venezia. L’opera, che uscirà nelle sale il 18 settembre distribuita da 01 Distribution, si propone come una meditazione visiva sulla città di Napoli, ritratta attraverso una lente poetica che ne coglie le stratificazioni tra memoria collettiva e realtà quotidiana.

Girato interamente in bianco e nero, il film – che lo stesso Rosi ha definito come «il mio meno politico» – utilizza questa scelta estetica per sospendere la metropoli in una dimensione atemporale, avvolgendola in un’atmosfera che oscilla tra il sogno e la cronaca. La macchina da presa del regista compone un mosaico articolato, spostandosi dalle inquietudini geologiche dei Campi Flegrei, dove il bradisismo segna un territorio in perenne movimento, fino alle strade di Pompei, ormai preda di un flusso turistico incessante.

Attraverso un montaggio che intreccia storie e paesaggi, Rosi costruisce un racconto polifonico senza mai ricorrere a didascalismi o a facili giudizi. Le immagini delle grandi navi che scaricano grano nel porto di Torre Annunziata si alternano a quelle di una spiritualità più intima e raccolta, come quella che si respira nella cripta della Madonna dell’Arco, restituendo un affresco che trova la sua unità proprio nella diversità dei frammenti che lo compongono.

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