Ranucci, il caso Tavares e gli affari sulle energie alternative
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Redazione Interno
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Il caso Ranucci coinvolge Gomes Clesio Tavares, l'uomo che secondo la procura di Roma avrebbe agito su mandato di Valter Lavitola per individuare il gruppo avellinese accusato di aver trovato l'esplosivo e piazzarlo davanti alla casa del conduttore di Report. Gli investigatori stanno cercando di chiarire chi sia realmente Tavares e quale sia stato il suo ruolo nella vicenda, che ha assunto una direzione inattesa con il coinvolgimento di Lavitola, descritto come una figura ambigua e legata alla vittima. L'inchiesta sta quindi approfondendo rapporti, incarichi e collegamenti emersi nelle ricostruzioni investigative.
Il ruolo di Gomes Clesio Tavares e i rapporti con Lavitola
Gomes Clesio Tavares, secondo quanto riportato nell'inchiesta, dal 2017 lavora come dipendente del Cefalù bistrot nel quartiere romano di Monteverde, un locale che non appartiene a Valter Lavitola ma che viene indicato come a lui riconducibile. La sua figura è al centro degli accertamenti perché gli investigatori vogliono comprendere il percorso che lo avrebbe portato a essere considerato un uomo chiave dell'indagine sull'attentato contro Sigfrido Ranucci. La ricostruzione riguarda anche i rapporti personali e professionali maturati negli anni tra i diversi protagonisti della vicenda.
Il profilo di Tavares emerso dalle informazioni disponibili è quello di una persona con esperienze diverse, dalla sicurezza privata alla collaborazione in ambiti internazionali. Viene descritto come guardia del corpo e uomo di fiducia, con un passato nella protezione di cantanti neomelodici napoletani e un ruolo di intermediario per conto di Lavitola durante incontri in Camerun legati ai carbon credits. Questi certificati negoziabili sono collegati a investimenti in progetti sostenibili contro i gas serra e rappresentano un settore economico indicato nell'inchiesta come parte degli interessi seguiti.
Le tensioni sulla Rai e il sondaggio politico su Ranucci
Parallelamente all'inchiesta sull'attentato, il nome di Sigfrido Ranucci è al centro anche di uno scontro politico sulla Rai. Fratelli d'Italia ha chiesto un'indagine interna sull'attività del conduttore, insieme ad altre forze del centrodestra. Alla base della richiesta ci sono anche le dichiarazioni di Paolo Corsini, direttore degli Approfondimenti della tv di Stato, che ha parlato dei rapporti legati al ristorante riconducibile a Lavitola e delle persone che avevano problemi con Report.
La vicenda comprende inoltre un elemento legato alla possibile presenza di Ranucci nello scenario politico. Secondo quanto riportato, Valter Lavitola avrebbe commissionato un sondaggio per valutare l'appeal del conduttore di Report come possibile candidato alla guida del campo largo. Il questionario, composto da ventuno domande, avrebbe avuto l'obiettivo di misurare le possibilità di una sua eventuale leadership politica e di verificare il consenso rispetto a figure come Elly Schlein e Giuseppe Conte.




