Caldo record e salute mentale, lo psichiatra: «Ansia e attacchi di panico per le temperature estreme»

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Redazione Salute Redazione Salute   -   Il caldo che non cessa, ormai percepito come una presenza costante e opprimente, sta assumendo contorni inquietanti che vanno ben oltre il semplice disagio fisico; a lanciare l'allarme, in un contesto di ondate termiche sempre più frequenti e prolungate, sono gli stessi specialisti della salute mentale, i quali osservano con crescente preoccupazione l'impatto devastante che queste condizioni atmosferiche estreme stanno avendo sulla psiche delle persone, soprattutto di quelle che già convivono con una fragilità o una patologia psichiatrica certificata.

L'ondata di caldo intenso e ininterrotto che sta stringendo l'Italia in una morsa torrida non rappresenta solo un disagio estivo, ma una vera e propria sfida fisiologica per l'organismo umano, dalla testa allo stomaco, passando per la sfera psichica e il sistema cardiovascolare, e agisce come un potente stressore biologico capace di alterare equilibri delicati che si pensavano consolidati.

L'effetto del caldo sulla psiche: fatica, insonnia e calo cognitivo

Le temperature estreme, spiega Roberto Muratori, direttore della Psichiatria Bologna Est dell'Ausl di Bologna, influenzano direttamente la nostra psiche, causando fatica, calo cognitivo e insonnia; questi tre elementi, di per sé già debilitanti per chiunque, rappresentano un fattore di rischio aggiuntivo per chi è affetto da disturbi dell'umore o da patologie psichiatriche più severe, poiché vanno a incidere su quei meccanismi di regolazione emotiva che in condizioni normali faticano già a mantenere un equilibrio.

L'insonnia, in particolare, viene descritta come un elemento scatenante di primaria importanza: la mancanza di un sonno ristoratore, favorita dalle notti afose e dalla difficoltà del corpo a termoregolarsi, alimenta un circolo vizioso in cui l'irritabilità cresce esponenzialmente e la capacità di gestire gli stimoli esterni si riduce progressivamente, portando a reazioni sproporzionate anche di fronte a piccole contrarietà quotidiane.

Crisi di panico e ricadute: il parere dello psichiatra

In questo scenario, come sottolinea Muratori, il caldo diventa un amplificatore di vulnerabilità, capace di far riemergere sintomi che si ritenevano sotto controllo e di favorire ricadute pesanti in pazienti che avevano raggiunto una fase di stabilità; il senso di oppressione toracica, la tachicardia e quella sensazione di soffocamento che molti descrivono quando le temperature superano certi livelli, sono infatti molto simili ai prodromi di un attacco di panico, e per chi ha già sperimentato questi episodi in passato, il caldo può rappresentare un innesco pericoloso.

A ciò si aggiunge la difficoltà di mantenere la concentrazione e la chiarezza mentale, un fenomeno noto come calo cognitivo da stress termico, che rende più arduo per i pazienti seguire le proprie terapie o mettere in atto quelle strategie di autocontrollo apprese durante i percorsi di psicoterapia, esponendoli a un rischio maggiore di crisi d'ansia e di scompensi emotivi difficilmente contenibili.

Disagi psicologici e tensioni sociali nell'ondata di calore

L'impatto, però, non si limita ai contesti clinici e si estende alla vita di relazione di ogni individuo, come dimostra l'aumento delle tensioni interpersonali registrato in queste settimane; l'irritabilità diffusa, secondo quanto riferito da diversi esperti, sta alimentando litigi violenti tra partner, degenerando in separazioni e separazioni, e sta inasprendo i rapporti tra condòmini e colleghi di lavoro, con episodi che talvolta sono arrivati fino a dimissioni volontarie e licenziamenti, in un'atmosfera generale di insofferenza che sembra aver abbassato la soglia di tolleranza alla

Frustrazione. La quarta ondata di calore, iniziata il 29 luglio e destinata a durare fino al 17 agosto, con un record di 20 giorni consecutivi di temperature superiori alla media stagionale di 7 o 10 gradi, sta causando gravi problemi di salute e forti disagi psicologici, e la percezione di non avere un rifugio da questo caldo opprimente, neppure durante le ore notturne, sta montando in molti un senso di ansia pervasivo che richiederebbe, come confessa amaramente un cittadino, quasi un supporto farmacologico per essere contrastato.

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