L'ex amante della mantide di Parabiago: "Non ho ucciso io il suo ex marito"
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Redazione Interno
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Maurizio Massè, 59 anni, ex amante di Adilma Pereira Carneiro, la donna passata alla cronaca come la "mantide di Parabiago", ha respinto ogni accusa di coinvolgimento nell’omicidio di Michele Della Malva, secondo marito della donna, avvenuto nel dicembre 2011. Fermato lo scorso 15 febbraio su disposizione del pm Ciro Caramore, Massè è indagato per omicidio volontario in concorso con Pereira, già in carcere dall’agosto scorso per l’uccisione del compagno Fabio Ravasio.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Della Malva sarebbe morto a causa di un’overdose di cocaina, somministrata con l’intento di ucciderlo. La dinamica, che emerge dalle indagini coordinate dal sostituto procuratore di Busto Arsizio, sembra uscita da un romanzo noir: relazioni clandestine, moventi economici e un presunto piano orchestrato per impadronirsi dei beni della vittima, tra cui una collezione di orologi di lusso e denaro contante.
Massè, tuttavia, si è dichiarato estraneo ai fatti, sostenendo di non aver mai aiutato Pereira a uccidere il marito. "Non l’ho fatto", ha affermato, convinto di poter dimostrare la propria innocenza. Il fermo, eseguito dai carabinieri, è stato convalidato dal gip Anna Giorgetti, che si è riservata di decidere sull’applicazione di una misura cautelare.
La vicenda, che riemerge dopo 13 anni, si intreccia con la storia già nota di Adilma Pereira Carneiro, soprannominata "mantide" per la sua presunta capacità di attirare uomini in relazioni pericolose. La donna, di origini brasiliane, è attualmente in carcere per l’omicidio di Fabio Ravasio, compagno successivo a Della Malva, ucciso nel 2020.
Le indagini sul caso Della Malva, riaperte dopo anni di silenzio, hanno portato alla luce dettagli inquietanti. Secondo il pm Caramore, Pereira e Massè avrebbero agito insieme, utilizzando sonniferi e droga per provocare la morte dell’uomo. La ricostruzione include anche riferimenti a pratiche di magia nera, che avrebbero accompagnato l’esecuzione del delitto, aggiungendo un ulteriore strato di complessità a una storia già intricata.




