La "mantide di Parabiago" nega ogni accusa: «Non ho ucciso Michele Della Malva»
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Redazione Interno
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Adilma Pereira Carneiro, la 49enne di origini brasiliane soprannominata la "mantide di Parabiago", ha ribadito la propria innocenza davanti al pubblico ministero di Busto Arsizio, Ciro Caramore, durante un interrogatorio durato cinque ore. La donna, accusata in concorso con Maurizio Massè dell’omicidio del secondo marito, Michele Della Malva, morto in circostanze sospette a Mesero nel dicembre 2011, ha dichiarato: «Sono innocente, non ho ucciso Michele Della Malva».
La vicenda, che si intreccia con un’altra accusa a carico della Carneiro – quella di aver orchestrato l’omicidio del compagno Fabio Ravasio, presentato inizialmente come un incidente stradale –, ha riportato alla luce dettagli inquietanti. Della Malva, deceduto a 52 anni, sarebbe stato avvelenato con un’overdose di cocaina, secondo quanto emerso dalle indagini. La donna, tuttavia, ha puntato il dito contro Massè, 59enne di Quarto Oggiaro, noto per le sue presunte vicinanze con ambienti legati alle ‘ndrine, sostenendo che, se vi è stato un avvelenamento, la responsabilità sarebbe da attribuire a lui.
L’interrogatorio, iniziato alle 10.15 di mercoledì 19 febbraio e protrattosi fino alle 15, ha visto la Carneiro rispondere con fermezza alle domande del pm, mantenendo una linea difensiva coerente con le sue precedenti dichiarazioni. La donna, già al centro di un’inchiesta per l’omicidio Ravasio, ha respinto ogni addebito, ribadendo di non avere alcun legame con la morte di Della Malva.
Le indagini, che proseguono da anni, hanno rivelato un quadro complesso, in cui le relazioni personali della Carneiro sembrano intrecciarsi con dinamiche criminali. La morte di Della Malva, inizialmente archiviata come un decesso accidentale, è stata riaperta dopo che nuove prove hanno suggerito la possibilità di un avvelenamento. La figura di Massè, già noto alle forze dell’ordine, è stata associata alla vicenda, alimentando ulteriori interrogativi sul ruolo della Carneiro e sulle sue eventuali complicità.




